Orizzonte

Il mio orizzonte, per un mese, saranno i due promontori gemelli, simili a mastodontici capodogli che proteggono un'insenatura dell'isola di Leros. Vado di nuovo sulle tracce del romanzo che sto scrivendo (uno dei due), ad ascoltare le voci e a raccogliere i frammenti sparsi di vite lontane nel tempo che ancora risuonano tra acqua e roccia. Lascio l'Italia con uno strano sentimento che mescola rabbia ed indulgenza. Vorrei spiegare a lungo, a chi me lo chiede, e sono parecchi, che uno scrittore combatte per quello in cui crede con la sua scrittura. Vorrei dire a tutti quelli che propongono di boicottare la Mondadori (e dunque l'Einaudi, la mia casa editrice da sempre) che questo significherebbe, per gli scrittori, tirare i remi in barca e smettere di avere fiducia che le proprie parole, il proprio lavoro (che poi è anche lavoro di squadra, dunque di direttori di collana, editors, grafici e quant'altro) è importante e vale la pena di essere difeso. E per i lettori significherebbe essere più poveri, più poveri di voci e di compagni di vita. Si resta in certi luoghi anche quando si sta scomodi. Ci si resta perché (e se) si continua a pensare che quei luoghi meritino la nostra presenza e la nostra voce. Andarsene, in tante occasioni della vita, sia minime che enormi, sia private che pubbliche, è un pavido gesto di resa. Un modo un po' troppo semplice per eliminare le contraddizioni. Tanto più che le contraddizioni non si eliminano con un gesto: ci si sta dentro e si cerca per quanto si può di sgretolarle, un pezzetto alla volta. Il nostro Paese, è una contraddizione. E non basta certo un plateale beau gest da parte degli scrittori per risoverla. 

Quando tornerò sarà autunno. E l'autunno vuol dire che si avvicina l'inverno, la stagione che amo. Spero di tornare con gli occhi pieni d'acqua, i muscoli allenati e il portatile carico di storie. 

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9 commenti on “Orizzonte”

  1. I0S0N0leggenda ha detto:

    vai, allora, e trova la voce, compagna di vita.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ciao simona, buon viaggio. B.

  3. utente anonimo ha detto:

    beh, è sempre splendidamente e linearmente facile sognare a stomaco pieno e riempirsi la testa di illusioni e autoassoluzioni; non sono forse tra quelli che chiedono il perchè della Einaudi, comunque non è poi nemmeno male pubblicare e lavorare per vivere, forse in ambiti meno protetti ed elitari chissà che ogni tanto non emerga anche un po' di sana ispirazione, tanto per gradire, nonchè una ventata di umanità che alcuni pseudo artisti engagè sembrano millantare più per sfrenato autocompiacimento che per altro…non parlo di te, senz'offesa…non so come si faccia a conoscere il valore dell'oro senza aver maneggiato la merda d'altri!cambiare il sistema dal di dentro… suvvia simo…Trader d'accatto

  4. utente anonimo ha detto:

    "Nel dibattito sui giornali abbiamo letto molte parole vuote, questo è un fatto.L'anestesia (il fascismo) è definitivamente compiuta da quando i fatti – tutti – sono solo parole."Beppe Sebastema ci sono ancora voci vere, che non sono solo parole.Merricat

  5. utente anonimo ha detto:

    Sono appena tornato da Leros per la quinta volta anch'io e mi riprometto di tornarci. Ho avuto modo di leggere il bel commento che hai lasciato al "Deposito di Guerra" di Giannis Paraponiaris e mi sembra di conoscerti da sempre.Quanto alla sterile, strumentale ed inutile polemica politica sul comportamento che gli scrittori dovrebbero tenere nei confronti di importanti editori storici come Mondadori ed Einaudi, concordo in pieno con quanto hai scritto.Un caro saluto.Francesco

  6. utente anonimo ha detto:

    La vita può cambiare, il lavoro ancor di più.Se si ritiene l'Einaudi come incompatibile la si lasci e occasioni diverse sicuramente ci saranno.Se si rimane bisogna appoggiarla in pieno.Posizioni intermedie a mio parere e senza offesa sono ipocrite.Buon viaggiogian

  7. chinachina ha detto:

    Stronzate. Puoi andare benissimo in una casa editrice indipendente.
    Come se poi Mondadori avesse editors, grafici, ecc. interni.


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