Domani

tomorrowCercavo un video da postare qui per augurare, a tutti quelli che casualmente passeranno nei prossimi giorni, un nuovo anno selvaggio. Volevo farlo con le immagini del film 2009 che ho amato di più, e  all’improvviso nella mia casella di posta è comparso questo disegno qua sopra. Me l’ha mandato R. senza specificare l’autore. (Che sia lei? Sì, R. è una donna misteriosa che mi manda segnali di fumo e piccoli fantasmi).  E insomma, dal momento che il film è per l’appunto Nel Paese delle Creature Selvagge di Spike Jonz, sono rimasta sorpresa. Sincronicità. E’ bello quando succede. Il 2009 è stato un anno difficile credo per tutti. Forse non più di altri anni passati o futuri, ma certo non spensierato. Il cielo fuori dalla mia finestra cittadina è grigio tipo lastra di piombo, ma adesso riempio uno zaino e me ne vado qualche giorno nel bianco. A nascondermi. Ritrovarmi. Abbracciare qualcuno. I files dentro il pc si riempiono di storie. Il 2010 sarà un anno di cose da portare a termine e poi sgravare. E con un paio di sogni da realizzare. Auguro a tutti quanti belle storie da raccontare e farsi raccontare. Magari anche brutte, ché quando hai finito di raccontarle o di ascoltarle, anche le storie brutte ti hanno insegnato qualcosa. Il sole prima o poi torna sempre fuori.

Stay wild.

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Una metà

"Tienimi al tuo fianco, gli dissi; fammi
essere soltanto una metà – una metà soltanto (non
importa quale) -, ma una e definita
e non l’una e l’altra, insieme e separate, insieme e
incompatibili,
poichè allora non sono altro
che un taglio divisorio profondo verticale
la lama di un dolore, profondo e senza
nome",
e neanche la lama in quel caso vi appartiene. "Non ne
posso più – gli dissi – tienimi."

Yannis Ritsos, Persefone

Era tutto bianco. La neve è tornata anche quest’anno. Il fuoco era acceso e i nostri libri aperti tutt’intorno, sparsi tra letto, divano e tavoli; c’erano pentole sul fuoco e vino rosso nell’unico calice superstite. Ho chiuso gli occhi e ho sentito che la mia vita era quella, e non un’altra. Tutto era bellissimo, imperfetto e vibrante. E io ero presente. Ho alzato la mano, come facevamo da bambini a scuola prima di parlare, e gli ho detto: sono qui.


Pietre

sasso1"Eppure chissà
là dove qualcuno resiste senza speranza
è forse là che inizia
la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo."

Yannis Ritsos


E’ così che passate l’ora d’aria che vi concedono sul lungomare di Partheni, al campo dei deportati politici, con l’orizzonte azzurro chiuso allo sguardo dalla sagoma verdegrigia delle colline: gli occhi fissi a terra e la schiena piegata, a caccia di sassi dalle forme strane sui quali far poi scorrere grafite, inchiostro, lacrime e sogni. Tu sei un poeta, lui un avvocato. Entrambi vi accanite a volervi uomini liberi in un mondo che odia la libertà. Una baionetta puntata alle costole, fili spinati a separarvi dagli uomini giusti, un mare intero a dividervi dalle vostre vite. Voi lo sapete che inchiostro, lacrime e sogni sanno essere più affilati, esplosivi e durevoli di qualsiasi arma da taglio o fucile.

Ps. A Leros, piccola isola del Dodecaneso affacciata verso la costa turca, durante il periodo della dittatura militare (1967-1974) nelle caserme abbandonate dagli italiani che occuparono l’isola fino al 1947, vennero deportati moltissimi dissidenti, tra questi, il poeta Yannis Ritsos. Alcuni dei sassi da lui dipinti nel periodo di detenzione sono esposti al museo folklorico di Leros, nella Torre di Beleni ad Agia Marina.


Il Paradiso dei Geometri Assassini

E poi, alla fine, tutta quella bellezza guardata, annusata, toccata, raccolta e fotografata, viene travolta e zittita dall’orrore.

Questo.
necropoli a rodinecropoli trenecropoli 2Se esiste un paradiso dei Geometri Assassini, allora deve per forza assomigliare alla strada costiera che da Lindos (Rodi) scende giù fino alla punta dell’isola. Poi per fortuna le spiagge di sabbia finiscono, cominciano le scogliere battute dal vento e la Natura può tornare a farsi gli affari suoi.

Tante storie da raccontare, ma adesso devo correre a Courmayeur.


Noir in Festival 2009

Al momento sono ancora nel Dodecaneso, ma conto di rientrare sana e salva in Italia e correre al Noir in Festival di Courmayeur anche quest’anno. Il 10 dicembre alle 16 al Jardin del’Ange incontrerò lo scrittore inglese Jonathan Trigell con il suo bellissimo e doloroso romanzo Boy A. Dal romanzo è stato tratto questo film.

boya1

"I bambini possono essere mostri. Ora lo sappiamo. ma una volta i bambini erano solo bambini."
J.T.

Se quando hai commesso un terribile delitto eri poco più che un bambino e hai trascorso tutta l’adolescenza e l’inizio dell’età adulta dentro un carcere, chi sarai il giorno in cui ti ritroverai libero, con un nuovo nome e una nuova vita tutta da inventarti tra le mani? E soprattutto, sarà possibile riemergere dalle ombre dal passato e trasformarti davvero in una persona nuova? Gli altri, poi, te lo permetteranno, di mettere da parte ciò che sei stato per lasciare spazio a ciò che potresti essere domani? Jonathan Trigell racconta la storia di Jack, il Boy-A (identità fittizia utilizzata durante i processi ai minori) di un crimine ispirato ad un fatto realmente accaduto nel 1993 in Inghilterra (il famigerato caso Bulger: due ragazzini di dieci anni rapiscono un bambino di due in un supermercato di Bootle, se lo trascinano appresso per un intero pomeriggio, lo seviziano e poi lo abbandonano sui binari di una linea ferroviaria, dove verrà ritrovato morto). I temi che attraversano questo romanzo sono tanti: da quello della responsabilità penale di un bambino, la capacità o meno di stabilire i confini tra bene e male in un’età tanto acerba; l’utilità o meno della carcerazione; la responsabilità dei media nell’accendere ed esacerbare le reazioni dell’opinione pubblica nei casi di cronaca nera (tema attualissimo anche dalle parti nostre), la possibilità di reinserisi nel tessuto sociale anche quando si è compiuto un crimine. I rapporti tra genitori e figli. Il bullismo che si esaspera nei luoghi in cui le condizioni sociali traballano. Tutto tenuto insieme da una sensibilità straordinaria e da una scrittura semplice e raffinata al tempo stesso.

E dato che i libri chiamano altri libri…Blake Morrison (poeta e saggista inglese) ha dedicato all’analisi del caso Bulger un libro straordinario: "Come se", a metà tra ricostruzione giornalistica, saggio e memoir, che in Italia è stato pubblicato da Fandango (e tradotto da Luca Scarlini).