La strada aperta

La prima isola sarà Kos, la seconda Leros. Poi la costa della Turchia e da lì, a risalire verso Istanbul, ancora non so se in bus, in treno, oppure in aereo. Ho solo il biglietto d’andata e vado a inseguire una storia. A cercare di capire in che modo vuole essere raccontata. E da chi, di preciso. Uno zaino da trekking neanche troppo carico. E la speranza di nuotare nell’Egeo, a dicembre a volte  ancora ci si riesce. Da rileggere: l’Odissea e le tragedie di Euripide, dopo ventimila anni. Le poesie di Ghiannis Ritsos -alcune delle quali scritte a Partheni, nel campo dei deportati politici dell’isola di Leros, alla fine degli anni ’60- ricopiate dentro un taccuino, .

Prima di partire, passo da uno dei miei posti, Talamone, Maremma, Parco Regionale dell’Uccellina. (E sottolineo, Parco: per dire che neppure all’interno delle aree naturalistiche protette si può stare tranquilli. Siamo in Italia. E ho detto tutto.) Dove il progetto di un nuovo porto (porto ‘gioiello’, lo definiscono: nel senso che sarà rivolto presumibilmente a un target ben più elevato di quello attuale. Yacht dai 14 metri in su, per intenderci. E i piccoletti altrove. Dove, si vedrà.) ha scatenato una battaglia. Anche perché, in concomitanza con l’ampliamento del porto si prevede l’edificazione di circa 50mila metri cubi di alberghi, residence e quant’altro. Già che ci siamo, famolo bene, no?) Che fare? Le solite cose: cercare di alzare la voce, perché il vantaggio di pochi non abbia il sopravvento su quello di tutti gli altri. Si può firmare un appello del WWF intanto, e mandare un’email al sindaco di Orbetello che ha approvato e sostenuto il progetto. La pagina è questa.

Parto anche per dare agli occhi la possibilità di vedere in un altro modo. Parto per il solito, vecchio, fondamentale motivo: "Cominciano oggi, la nuova vita, le nuove possibilità, basta alzarsi in piedi e scuotersi di dosso la sabbia, …, issare lo zaino in spalla, partire, mettersi per la strada aperta." Così scrive Tomas Espedal nel suo bellissimo Camminare. Io conto di vedere la luna piena di dicembre a Istanbul, sul Bosforo, ma chissà cos’è che mi attende, là, sulla strada aperta. Cerco di rendermi pronta ad accogliere tutto.

Buone settimane a voi che passate di qui.
Se mi cercate, ora sapete perché non mi trovate.

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2 commenti on “La strada aperta”

  1. utente anonimo ha detto:

    Carissima Simona,
    ti auguro che questo viaggio sia un felice cammino d’ispirazione per nuovi libri.
    Sto scrivendo la mia tesi di laurea su "In tutti i sensi come l’amore". Gli scrittori scrivono i libri, gli studenti ne diffondono il nome.
    Spero che al tuo ritorno avrai voglia di interessarti alle mie idee.
    Buon lavoro a entrambe.
    Liliana Talamo.

  2. utente anonimo ha detto:

    Buon viaggio Simona,

    da un tuo lettore un po ‘ incostante

        Renato 


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