E la chiamano estate

italia
E va bene. E’ estate. Fa un caldo bestia. Qua a Bologna oggi ci sono 37 gradi. Dovevo partire per le Dolomiti zaino in spalla e poi non sono partita perché i sensi di colpa lavorativi mi assillano. Sono qui. Tra cinque o sei files aperti come gole profonde che mi chiedono energia, visione e lucidità mentale e un frasario cinese a portata di mano nelle pause. Già mi immagino, tra poche settimane, su un treno che corre verso il Wu-Tai-Shan mentre abbaio a una signora obesa carica di bagagli: bu iao gi lou!* Col terrore di sbagliare e di farmi sfuggire un: ni iou sing sceng huo ma? ** Va bene. E’ estate. D’estate i quotidiani -e i tiggì- mollano  il freno definitivamente e si scatenano in consigli di sopravvivenza al caldo, gossip furiosi e pandemie funeste. E’ estate, e impazzano le intercettazioni telefoniche tra vecchi signori ridicoli e povere donne patetiche. Fa caldo. Siamo in Italia. Per far cadere un governo, col caldo e in Italia, occorre procedere per gradi e a colpi di cazzate. Però nel frattempo accadono delle cose. Tipo che senza grancassa e tromboni hanno approvato il Piano casa. E tipo che qualche giorno fa, Gasparri (dio mio, Gasparri, già solo scrivere questo cognome mi fa sudare freddo) ha presentato una mozione della maggioranza dove si chiede di tagliare i fondi alla ricerca sul solare. Fa caldo. Il sole picchia sulla testa degli italiani. Perché mai dovremmo pensare di usarlo per produrre energia? Ci basta e avanza che picchiandoci in testa ci conduca al delirio.

"Un padre non svende la figlia per far cassa. Qui, lo ripeto, stanno svendendo la nostra Italia davanti all’indignazione del resto d’Europa."

Giulia Maria Crespi, Fondatrice del FAI. L’intervista completa, qui.

* Per favore non spinga!
** Lei è attiva sessualmente?

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One Comment on “E la chiamano estate”

  1. ghiaccioblu ha detto:

    Postilla: Tanto più che tutto quel cavolo di spazio che serve per le centrali solari, perché non facciamo che ce lo teniamo per costruirci sopra dei bei residences di villettine e palazzine che ce n’è tanto bisogno per i poveri e gli immigrati????!!!

    Dal testo della mozione: “il solare termodinamico, inoltre, incontra difficoltà realizzative dovute al “siting”. Occorre, infatti, reperire spazi molto ampi -tipo 120 ettari-…al confronto due unità nucleari EPR -3.200 MW ma con 8.000 ore anno di funzionamento- occupano 65-70 ettari. Anche volendo considerare il terreno per il cantiere -50 ettari- si arriva a 120 ettari. Quindi le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia…”.


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