Il Vento sopra Bologna

C’è un vento strano a Bologna in questi giorni. Nuvole strappate che galoppano nel cielo e vanno e vengono senza decidersi a sfogare. Al seggio delle Scuole Carducci in Via Dante, quartiere Santo Stefano, circoscrizione 12, sezione 151, ieri pomeriggio eravamo quattro gatti scompigliati oltre che confusi dalla quantità di schede da compilare. C’erano gli agenti di Polizia che piantonano i portoni chiaccherando dei fatti propri, certi anziani che da come camminano e come sono vestiti lo capisci benissimo che era da mesi che non uscivano di casa e adesso sono lì, agguerriti, a esercitare il loro diritto e dovere, e ti spaventi cercando di entrargli nella testa e indovinare cos’è che ci faranno con quella caterva di foglietti, una volta chiusi dentro la solitudine della cabina elettorale. C’era un signore in ciabatte e calzini e una coppia di amiche di mezza età vestite da gran sera con i tacchi a spillo. Nessuno sotto i cinquant’anni, a parte me. Voteranno oggi, i ragazzi? Non voteranno affatto? Votano tutti a casa loro, in altre regioni, visto che la gran parte dei giovani a Bologna sono studenti universitari fuorisede? Va’ a sapere. Mentre me ne sto al riparo dei muri di compensato, con il mio lapis in mano e tutte le schede squadernate davanti, mi viene il terrore d’essere colta da un raptus improvviso, un buio nella mente che mi spinge a fare disegnini osceni e scrivere roba come cacca al culo!, oppure, ancora peggio, a fare la croce con foga su simboli abominevoli. Come ogni volta che ho votato in vita mia- e ormai sono parecchie-, mi prende il panico di sbagliare. Continuerò a rimuginare per giorni: ma avrò davvero barrato il simbolo che mi ero riproposta di barrare oppure un demone oscuro ha guidato la mia mano in quei pochi secondi di clausura nel cubicolo? No, perché, va bene che mi piacciono le battaglie perse, ma mai una volta che io voti qualcuno che poi vince. Sarà mica un caso? E ancora, la solita ondata di malessere che mi assale, lo dico tutte le volte: basta, non voto più. Poi non ce la faccio. Quell’illusione di esercitare il mio microminipotere di cittadino mi spinge le gambe verso il seggio. Tanto più che qui a Bologna si vota per il nuovo sindaco. E’ un bel problema, il sindaco, per noi. Mi pare che abbiamo sofferto già abbastanza, negli ultimi anni. E non che le possibilità che si prospettano includano qualcosa di esaltante, ma la città in mano a uno che sogna di trasformarla in un motorshow permanente io non gliela lascerei tanto volentieri. Mentre sono lì che scarabocchio, mi viene da pensare che in tutta questa campagna elettorale ridicola, meschina, squallida, patetica -se non fosse che come sempre questo patetismo si gioca sulla pelle della gente-, non ho sentito nessuno, ma dico nessuno, che parlasse davvero dell’Europa, a parte quelli che continuavano a ripetere: mamma li turchi. Ma non sono le Europee, queste? Dobbiamo davvero pensare che l’Europa non conta niente? Che alla fin fine, a parte l’Euro, non c’è niente che si possa condividere, niente che si possa fare, tutti insieme? Ma esiste o no, una cavolo di identità Europea? Boh. Sono uscita dal seggio stranita, con quel vento furibondo che mi straniva ancor di più, sono entrata in un cinema, e nella sala eravamo in sette: due coppie di mezza età, una coppia giovane e io, che al cinema ci vado quasi sempre da sola. A tre quarti del film, dopo commenti stizziti, gemiti, sospiri, esternazioni di disgusto e piedi battutti sul pavimento con fastidio, eravamo rimasti in tre: la coppia giovane e io. Il film era Antichrist, di Lars Von Trier. Vietato ai Minori di 18 anni. Bisognerebbe istituire una nuova categoria, mi è venuto da pensare: i film vietati ai cretini.

Quando sono uscita, il vento strano c’era ancora e il destino dell’Europa e di Bologna, per qualche interminabile minuto, mentre camminavo sotto i portici deserti, mi sono sembrati cupissimi e spaventosi, come un incubo psicoanalitico con i dialoghi curati da Crepet.

E’ stata una giornata pesante, ieri, lo ammetto.
Chissà oggi come andrà.

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5 commenti on “Il Vento sopra Bologna”

  1. utente anonimo ha detto:

    non so se è più curiosa la notizia di te scrutatrice al seggio o quella che credi ancora nella democrazia…intanto per il tuo successo dovresti almeno essere presidentessa di seggio, cinematograficamente spero di poter vedere lo psicopornodramma in qualche cinema all’aperto quest’estate, ma non penso sia un capolavoro e presumo che in alcuni punti sorriderò, intanto vado a leggermi il commento di Giordano sul suo anno da stregato, in attesa di poter leggere il suo prossimo articolo “come operare estero su estero coi propri conti in lussemburgo”. che noia queste domeniche democratico-civil-farsesche!!!

    Noemi

  2. vmisgur ha detto:

    Simona, anch’io ogni volta che sono lì dentro ho paura di un raptus. E ho avuto paura di scrivere sulla scheda delle provinciali il nome per le Europee e viceversa. Poi ho visto che la scheda per le provinciali era gialla e grande come una tovaglia, e che i nomi erano prestampati, mentre quella delle Europee era piccola piccola, grigio topo, con le tre righe per i nomi di fianco ai simboli. Avrò fatto qualche altro errore, chissà.
    In ogni caso sono inquieta.
    Di questi due giorni, ciò che mi è piaciuto di più è il vento.

    Per Noemi: Simona scrutatrice al seggio? Ma quando mai?

  3. lafinedelfiume ha detto:

    la nuova categoria ‘film vietati ai cretini’ è una proposta interessante assai.

    ‘mai una volta che io voti qualcuno che poi vince’:
    perdonami, ma quando alle politiche ha vinto l’armata brancaleone di prodi, avevi votato destra? 😀

  4. Achille81 ha detto:

    ciao simona…a dire il vero ti ho chiamato e mandato un e-mail… comunque sono a Parigi e sono solo per una settimana quasi…perchè non prendi un aereo e vieni a trovarmi ??
    So che la richiesta è un pò folle ma sta lì a dire che l’invito in Giordania è esteso a Parigi.. e come si dice a Roma…non fare la sòla…

  5. Il fatto è che mettersi a parlare di “identità europea” è pericoloso, risveglia i cattolici integralisti e le loro menate sulle radici cristiane dell’Europa. Meglio attendere fasi più propizie, forse.


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