Auguri

auguri
Tra le decine di auguri di maniera e privi di un qualsiasi sentimento che di questi tempi affollano caselle di posta virtuali e non, tra volantini che pubblicizzano superultramega sconti per i regali dell’ultimo minuto e la folla che si accalca nei negozi a caccia di un pensierino per qualcuno cui non si pensa proprio mai, mi è arrivata questa e-card. Me l’ha spedita Giampaolo Simi, che ringrazio. Alle parole di Rigoni Stern non c’è niente da aggiungere, forse si può solo suggerire un finale alternativo, per quelli che non scrivono: anche una storia da leggere può essere un meraviglioso regalo da fare a se stessi. Sul mio tavolo: le bozze del racconto di viaggio groenlandese da correggere; accanto alla postazione di lettura: W.G Sebald (Vertigini), Dervla Murphy (In Etiopia con un mulo) e Enrico Brizzi (La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco), oltre che un mucchietto di libri di fiabe africane e una guida dell’Etiopia: tra qualche settimana si riparte, anche il 2009 sarà un anno di viaggi. Auguro a tutti di trovare un momento per stare un po’ accanto a se stessi, senza cellulare, senza televisione, senza quotidiani, in silenzio, ad ascoltare, come si dice in Mongolia, il battito d’ali degli uccelli.

Dal Monte Belvedere sugli Appennini, nel giorno del Solstizio d’Inverno si vedeva la corona delle Alpi.

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Senza nome

cane che corre

Glielo chiedono sempre tutti, i clienti, appena lo vedono, “e lui? Lui è il più vecchio?” Lui, è un pastore groenlandese di tre anni, fulvo, come tutti i suoi fratelli. E’ così da quando era piccolo. Così, significa che ha un problema di deambulazione alle anche, che forse con un intervento chirurgico potrebbe essere risolto. Ma qui non ci sono veterinari e un cane che non corre bene, un cane che non funziona, è un cane rotto, come un qualsiasi attrezzo che non si può aggiustare. Con la differenza che il cane va sfamato.
“Io sono un cacciatore,” Dice. “Io uccido tutto. Ma non i miei cani. Quando uno dei miei cani deve morire lo faccio uccidere a qualcun altro.”
Fa una pausa e guarda il profilo immobile delle montagne, lontano.
“Vuoi ucciderlo tu?”

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Noir in Festival

monte biancoDi ritorno dal Noirinfestival di Courmayeur che anche quest’anno è stato pieno di sorprese. Ho visto un film bellissimo, che mi ha fatta piangere: Frozen River, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2008 e interpretato da due attrici straordinarie. Ho partecipato a un incontro al femminile con autrici straniere e italiane, pieno di spunti interessanti, anche se declinato non perfettamente anche per via dello scarso tempo a disposizione, ho cenato con Don Winslow e sua moglie Jean e sono rimasta affascinata dal racconto davvero ‘americano’ della loro vita (scenari che cambiano, decine di lavori diversi, alterne fortune, certo non il culo attaccato a una sedia). Giorgio Boatti, chiaccherando davanti a una soupetta, mi ha spalancato porte che si affacciano su certi abissi italiani. Gaetano Savatteri mi ha raccontato la storia dell’Isola Ferdinandea, che appare e scompare tra Sciacca e Pantelleria (al momento è sommersa). Ho assistito alla lettura-concerto ispirata al libro di Niccolò Ammaniti Come Dio Comanda (il film è in uscita tra pochi giorni) diretta da Gabriele Salvatores (che più gli anni passano, più sembra divertirsi a fare il suo mestiere, a osare, a mettersi in gioco) con la musica dei Mokadelic e le interpretazioni di Filippo Timi e di Elio Germano: energia pura dritta in vena. Anche gli anziani in sala, quelli che alle volte a teatro si addormentano beati, sembravano percorsi da scariche elettriche. E infine, ieri mattina, nel giro di circa venti minuti sono passata dai mille e duecentoventiquattro metri d’altitudine di Courmayeur ai quasi quattromila (3462) del punto più alto raggiungibile con la Funivia dei Ghiacciai nel Massiccio del Monte Bianco. Il cielo era azzurro smaltato e il mare di ghiaccio scintillava sotto di me. Sono rimasta a bocca aperta- mentre Tom Rob Smith taceva, (immagino, avendo letto il suo Bambino 44, che quello scenario lo stesse ispirando alquanto)-. Eravamo lì sulla testa dell’Europa a guardare in lontananza il Cervino, il Gran Paradiso e il Monte Rosa, tutte quelle montagne gigantesche e quella neve perfetta, e tutto – tutto – mi è sembrato leggero come panna montata. Forse, dovrei andare a vivere in cima al Monte Bianco insieme ai falchi. Da ieri, una storia che mi germoglia dentro da mesi ha cominciato a spingere più forte.

scrittrci courmaDa sinistra: Marina Fabbri, Elisabetta Bucciarelli, Chiara Tozzi, me, Alicia Jimenez Bartlett, Loredana Lipperini, Liza Marklund, Sharon Bolton.

Tutti i colori del giallo-Courma-jpgDiretta Radio due da Courmayeur, Tutti i colori del giallo: da sinistra, Patrick Fogli, me, Elisabetta Bucciarelli, Sergio Altieri, Victor Gishler, Sharon Bolton, Luca Crovi al centro, a destra, nascosto, c’era Francisco Gonzales Ledesma.

Queste due foto me le ha spedite Paola Pioppi, che ringrazio.

 

Comunicazione di servizio

Dopo due mesi ho aperto per caso una casella mail  che non utilizzo mai e ho trovato 400 nuovi messaggi. Ovviamente, moltissimi erano spam, ma altri invece no, e giacevano lì inevasi, e dunque chiedo cortesemente a tutti quelli che mi cercano di scrivermi a questo indirizzo:

ghiaccioblu@gmail.com

e di dimenticare l’esistenza del vecchio indirizzo di alice.

Grazie.

PS Se possono, poi, tutti quelli che mi cercano, si armino di gentilezza e di pazienza, ché io non ho una segretaria e non sono né ubiqua, né una e trina.