Buchmesse 2 – Il rientro

buchmesse A Francoforte c’è stata una cena blindata di cui tutti parlavano, organizzata dall’editore Hanser e con gli ospiti d’onore Orhan Pamuk e Roberto Saviano. Ne parlavano ovviamente tutti gli esclusi che nelle stesse ore ripiegavano sul faraonico cena-party del colosso Bertelsmann, dove decine di editori, editors e uffici stampa del pianeta vagavano muniti di bicchieri tra stanze illuminate in tutti i colori dell’arcobaleno allestite con i piatti delle tradizioni culinarie del globo: stanza sushi, stanza tex mex, stanza mediterranea,  equilibrismi di piatti e forchette e calici di champagne tra mandrie di invitati marchiati da una card con il proprio nome e quello dell’azienda appesa al collo. Hallo, ciao, guarda chi si vede, a più tardi, una gomitata nel fianco e via, verso la prossima tappa. Sarà India o Turchia? Il giorno dopo, a Francoforte, i reduci del party parlavano tutti della fontana di cioccolato fuso, certo non di libri.sala agenti fontana di cioccolato Mica c’erano, i libri, da Bertelsmann. A Francoforte, quest’anno, tutti dicevano che si compra poco e si vende ancor meno. (Ma guarda che strano). A Francoforte, nella Agents Room che sembra una mensa aziendale,  gli agenti letterari, seduti ai loro banchetti spogli e tutti uguali (che costano 700 euro d’affitto mi par d’aver capito al giorno) vendevano – come sempre, pare, ma io era la prima volta che ci entravo- libri virtuali. Sinossi stampate su fogli A4 o idee di libri ancora da venire. Nel cuore della compravendita della cultura mondiale, là dove i libri sono il bene supremo, i libri non ci sono. E’ stato spiazzante, giuro. Forse era meglio se a quel piano non ci salivo. Il mio incontro è andato bene. Tutto è andato bene. Meno male che è finita.

me-francoforte

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8 commenti on “Buchmesse 2 – Il rientro”

  1. giustosentiment ha detto:

    sono mai stata a Francoforte. mi piacerebbe. per i musei.

  2. blek ha detto:

    Non c’entra molto ,anzi non c’entra niente però il fatto che non ci siano libri proprio là dove ce ne dovrebbero essere tanti,mi ha fatto pensare che qualcosa di analogo sta succedendo nel mondo delle banche. Che uno pensa : se non ce ne sono lì di soldi ,dove altro mai?E invece no: pure le banche sembra non abbiano più soldi ,si son ridotte a tal punto in miseria che rischiano la bancarotta e cmq quelle banche che i soldi ancora li hanno ,non li prestano a quelle bisognose che non le hanno perchè non si fidano.E in effetti :vatti a fidare delle banche.Così ,per non farle fallire ,finisce che i soldi glieli presta lo stato (cioè noi che siamo ,si sa, pieni di soldi).Certo che il mondo è strano.

  3. utente anonimo ha detto:

    Mi prenderai per scema, ma un po’ t’invidio.

    Sara

  4. utente anonimo ha detto:

    fa piacere pensare che mentre il mondo cade a rotoli, ci siano ancora cicale e orchestrali del titanic che dibattono sul nulla delle loro esperienze raccontandole come l’infinito e l’impossibile, ciò che non si potrà mai provare, tra risate e rutti…
    tutto questo non fa altro che rendere più affascinante il naufragio dell’orgia occidentale, col mondo in mano, ma in fila alla spina della birra.
    Le fiere sono sempre solo occasioni di vendita o marketing, non si sa a volte nemmeno di cosa, ma se devi vendere, sorridi!!!

    BCE

  5. ghiaccioblu ha detto:

    giustosentiment: sì, i musei. ma io non ho avuto il tempo di andarci.

    blek: invece c’entra eccome.

    sara:invidia di cosa?

    BCE: precisamente. quello che scrivi è la didascalia precisa da apporre all’ultima foto che ho postato. mi sentivo precisamente così, in quell’istante. però, io voglio ostinarmi a pensare – contro ogni evidenza, è chiaro- che vendere libri NON sia – NON DOVREBBE essere- come vendere automobili o prosciutti. per quanto… le automobili alle fiere delle automobili ci sono, e i prosciutti, alle fiere del prosciutto, te li fanno pure assaggiare…

  6. spiumato ha detto:

    vedendo l’ultima foto ho pensato: manet + candida hoefer.
    (in senso totalmente positivo :D)

    inquieta senza scampo l’idea di libri venduti/comprati senza la loro presenza come oggetti fisici e cartacei.
    vado a respirare odore di carta…

  7. massitutor ha detto:

    Questa foto che hai scattato davanti allo specchio è bellissima. Veramente.


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