Punto di non ritorno

Il punto di non ritorno è stato raggiunto questo pomeriggio mentre pedalavo su una bici di carta stagnola* -che cigolava come un asino arrabbiato- per coprire la distanza tra la Feltrinelli di Piazza Ravegnana (dove ho acchiappato al volo H2O, Una biografia dell’acqua di Philip Ball)  e il centro diurno di via del Porto: troppi autobus, suv, motorini, troppa gente, troppi studenti, punkabestia, cani, troppo gas di scarico, troppi bonghi, troppo vento che sollevava polvere, foglie e puzza di deiezioni varie. Ho avuto la netta sensazione di trovarmi dentro un immenso frullatore. Domani mattina parto per l’eremo: maglioni, scialli di lana, stivali, un manoscritto prezioso (sì, Lilita, finalmente l’ho stampato, vado a leggerlo nel bosco) un carico di libri che hanno come comun denominatore l’immaginaria dicitura "storie di ghiaccio pese", e il portatile. Vado a finire un testo non ben identificato, che come una gelatina scappa da tutte le parti non avendo ancora raggiunto la temperatura di solidificazione. Lassù, tranne che davanti al camino, farà freddo: speriamo bene.

Segnalazione: domenica 5 ottobre, salvo nuovo accumulo di brutte storie di pestaggi ai danni di extracomunitari o comunque persone di tinte che non siano quel sano e ragionevole ‘bianco itagliano’ che in troppi reputano l’unico colore che ‘sta su tutto’, esce un mio pezzo su L’Unità dedicato alla vicenda della Necropoli di Tuvixeddu, Cagliari.

Dieci giorni senza cellulare e senza internet. Chi mi cerca, se ne faccia una ragione. Mando cari saluti a tutti quelli che passeranno di qui. Ai timorati di dio invece, faccio i miei più sentiti auguri.*

*Stefano mi ha promesso una bici nuova. Cioé, qualcuno l’ha abbandonata nel rusco, ma lui saprà curarla con amore. E Massitutor ha commentato: è molto più da scrittrice. Intendendo quella del rusco. In effetti, la mia bici rossa coi fiori tirolesi, oltre ad essere di carta stagnola non ha il minimo stile.

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7 commenti on “Punto di non ritorno”

  1. DevilsTrainers ha detto:

    non preoccuparti, non patirai freddo…
    p.

  2. Achille81 ha detto:

    buoni distacco dal mondo…come ti capisco…

  3. utente anonimo ha detto:

    Mi fa piacere che sia tornato il sereno tra te e la narrativa (mi ricordo un post di qualche tempo fa…).
    Piccola invidia per l’eremo, che sa di pace e di tutto quello che manca ora, in questo “qui” dove siamo tutti.
    Buona lettura, metti i calzettoni di lana!
    Misia 🙂

  4. Bufalo70 ha detto:

    Buon lavoro … quando cevvò, cevvò (cit.) : anche io sono esasperato da una città sempre più sporca (nel senso di opaca, ottusa).

  5. Bufalo70 ha detto:

    E poi vi metto all’erta : state attenti, che il pastore tedesco vi osserva !

  6. ghiaccioblu ha detto:

    Tornata. A parte gli impegni, dopo una settimana i boschi cominciano a soffocarmi peggio che i portici. 😉
    Sto bene solo al mare, o in pianura, io.

    Misia: infatti non sto scrivendo narrativa… 🙂

  7. massitutor ha detto:

    Ci sentiamo presto se sei libera. Purtroppo la tua bici è rimasta al punto al punto in cui l’hai vista.. con tutto il suo stile, che se però non gira con lo stile ci fai poco.
    Già ci sono delle novità che ti devo raccontare. A presto.


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