Libri

"I libri avevano un ruolo sproporzionato nella mia vita e mi aiutavano a costruire un’unità di misura interiore…"

Reinhard Jirgl

Un tempo, era così anche per me. Adesso non lo so più. Certe volte, le pagine stampate mi sembrano più fredde della morte. Il mondo chiede di essere toccato, prima che letto.

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20 commenti on “Libri”

  1. cervellatore ha detto:

    scrivere, leggere, è un modo per toccarlo. Certo ci si sporca meno … ma non è detto.
    ciao

  2. utente anonimo ha detto:

    Hai ragione… a volte sembrano essere così, “fredde”. E sicuramente il modo va “toccato”, ma toccarlo è un modo per “leggerlo”… E non sempre anche chi tocca sa capire (o vuole capire), riesce a credere (o vuole credere). Non sempre riesce a “leggere” quello che ha “toccato”. Le parole sono un po’ come le immagini e i suoni, ci permettono di “toccare” mondi che, per un qualsiasi motivo, non possiamo raggiungere “fisicamente”. Per questo è importante che persone come te, che sanno far vedere, sentire e toccare con le parole, non smettano di scrivere, per permetterci di continuare a toccare, anche se solo attraverso quelle pagine stampate “più fredde della morte”. Ed è importante che tutti cerchino di toccare il mondo e di leggerlo. Un abbraccio, S.

  3. Achille81 ha detto:

    E’ vero Simona.
    Nulla di più vero.
    Gli scrittori devono mediare secondo me. Immergersi nello sporco e renderlo cristallino e leggibile per il lettore nella tranquillità di casa.
    E’ uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo 🙂

  4. Concin ha detto:

    Un pò si è vero, un pò no
    Un libro è pieno di emozioni di chi lo ha scritto, perchè anche se le ha “filtrate” osservandole negli altri, le ha comunque fatte passare dentro di se. Però quella sensazione che descrivi la conosco, è una voglia che si alterna…una voglia di immergersi e non solo osservare o toccare…una voglia di tuffarsi nell’ignoto e nel tuffo il cervello deve essere momentaneamente “prestato” messo al servizio del lancio, del tuffo, dell’istinto, perchè nel nuovo ignoto sconosciuto…non c’è tempo per il pensiero, quella voglia di toccare c’è sempre, forse a volte è più forte la paura. E così io a periodi divoro libri e sopporto male le distrazioni e poi improvvisamente non ne posso più neppure di leggere una rivista o un quotidiano…tanto ora so che prima o poi mi ritorna la voglia di uno o dell’altro periodo e li seguo…

    Ciao Simona, ti ricordi di me? Ogni tanto, da che ci siamo conosciuti, ti leggo, ma per una strana alchimia non ti ho mai scritto

  5. andrea980 ha detto:

    Ciò che dici è vero anche per me, se per “libri” intendi le letture; a volte sono esperienza, altre volte un’alternativa che può rendermi insofferente (e non solo a causa delle pagine scritte male) per il mancato rapporto diretto con storie ed emozioni. Se invece coinvolgi anche i libri scritti da sè (che in genere significa, almeno in parte, anche scritti per sè), allora devo dire che per me sono parte dell’esperienza conoscitiva, un rielaborare per comprendere meglio la realtà, come certe pagine di filosofia, che non ti entrano davvero in testa sino a che non riesci a ripeterla con parole tue. Nel caso della scrittura, quindi, le pagine non mi risultano mai fredde, magari faticose sì, ma sempre molto stimolanti. Ciao

  6. massitutor ha detto:

    Certamente la scrittura e la lettura slegate da un’esperienza di vita risultano essere una pratica algida e sterile. Dipende molto dalla profondità analitica di chi attraversa questa esperienza. Tu hai gli strumenti culturali per dare un valore all’esperienza intellettuale come a quella fisica-reale, ma non è scontato.
    Inoltre il linguaggio a mio avviso è uno strumento irrinunciabile di condivisione esperienziale; un luogo dove comunicare le emozioni, i sentimenti, la propria visione del mondo. Una roba per me irrinunciabile.
    Un caro saluto a te e Concin.

  7. Punico ha detto:

    “Possano le tue ossa,
    Pomptilla, sbocciare in viole e
    gigli e possa tu fiorire in petali
    di rosa e di profumato croco e
    di amaranto che non
    appassisce e nei bei fiori della
    violacciocca, di modo che,
    simile al narciso e al giacinto
    assai compianto, il tempo
    futuro possa avere anche un
    tuo fiore.”
    (poesia incisa tra il I° ed il II° secolo dopo Cristo, nella roccia ai piedi del colle di Tuvixeddu)

    Puoi mettere la tua firma per salvare l’area di Tuvixeddu, la necropoli punica più importante del Mediterraneo che sta rischiando una cementificazione altamente invasiva. Basta inviare una mail a cagliari.social.forum@tele2.it con l’indicazione del nome, cognome, professione o gruppo di appartenenza e città di residenza.Grazie

  8. vergineintatta ha detto:

    Inizio a pensare che non vada “toccato”. Da bambina osservavo, chiedevo se toccavo. Questo si fa questo no, attenta, fai piano mi dicevano. Poi da ragazza ho iniziato a maneggiare di nascosto, tutto ciò che volevo, tutto quello che non volevano. Ho rotto qualcosa, guastato gli ingranaggi, alcuni casualmente altri di proposito. Ora mi perdo per ore a guardare, poi parto spedita, accelero l’andatura, calibro l’equilibrio, mi sbilancio su una gamba e via, un bel calcio a questa merda di mondo. Ecco..questo mondo non va toccato, bisogna farlo a pezzi.

  9. Già.
    E quando non si riesce (o non si vuole) a raggiungerlo? Forse è meglio continuare a perdersi nei libri, in fondo…

  10. inscialla ha detto:

    il tuo post dice in modo esatto quello che in questi giorni provo per la lettura e la scrittura, dalla prima all’ultima sillaba. toccare la vita è impellente. passerà l’urgenza e i libri, per fortuna, ti aspettano sullo scaffale.

  11. utente anonimo ha detto:

    Forse, tutto dipende dal libro. Proprio oggi su Panorama ho letto di chi si è salvato grazie a delle letture. Però concordo sul fatto che c’è un diverso modo di scrivere, per molti banalizzato. Stefano

  12. utente anonimo ha detto:

    Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri. (4 maggio 1939)

    Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

    mardou

  13. saverioluzzi ha detto:

    …vivere per poi scrivere, perchè forse è vero che si scrive solo ciò che si è vissuto.

  14. Punico ha detto:

    La soluzione per la salvezza della più importante necropoli fenicio punica esistente sembra ancora lontana, questa mattina un incontro delle parti contendenti, Regione Sardegna e Comune di Cagliari con il costruttore, non ha portato a nessun risultato. Il cantiere edile rimane aperto…
    Su questa vicenda vi propongo una parte del pensiero di Edoardo Salzano, uno dei più noti urbanisti italiani.
    “(…) Mi sembra stupefacente che la difesa di Tuvixeddu-Tuvumannu debba essere confinata a un conflitto tra poteri pubblici. Ancor più mi scandalizza che la stampa e la televisione nazionale vi diano così poco peso. Sono certamente stati compiuti errori da tutte le parti (sebbene non si possano mettere sullo stesso piano gli errori di procedura e di correttezza amministrativa compiuti nella difesa con l’errore capitale di minacciare l’’integrità fisica di quell’inestimabile patrimonio o di esserne complici). È forte il rimpianto per quei governanti che sapevano agire con velocità ed efficacia; il ricordo va a Giacomo Mancini e alla sua difesa dell’Appia Antica. Ed è forte l indignazione per un’ opinione pubblica che non sa reagire, non sa difendere i propri tesori, non sa ribellarsi contro il furto sacrilego: perché di questo si tratta.
    (…) La minaccia che grava su Tuvixeddu è pari a quella di una calamità nazionale: in casi simili in una nazione che conservi qualche brandello di dignità e di cultura chiunque ha un briciolo di potere scende in campo. ”
    cagliari.social.forum@tele2.it
    http://www.cagliarisocialforum.it – Please, sign up to support the archaeological zone of Tuvixeddu in Sardinia, Italy. It’s the most important Punic necropolis in the Mediterranean area, at high risk of being covered by buildings and shopping malls just in these days. It will be enough to send an email to: cagliari.social.forum@tele2.it indicating name, surname, group or profession and city of residence. Thank you.
    cagliari.social.forum@tele2.it
    http://www.cagliarisocialforum.it – Puoi mettere la tua firma per salvare l’area di Tuvixeddu, la necropoli punica più importante del Mediterraneo che sta rischiando una cementificazione altamente invasiva. Basta inviare una mail a cagliari.social.forum@tele2.it con l’indicazione del nome, cognome, professione o gruppo di appartenenza e città di residenza.Grazie.
    “Possano le tue ossa,
    Pomptilla, sbocciare in viole e
    gigli e possa tu fiorire in petali
    di rosa e di profumato croco e
    di amaranto che non
    appassisce e nei bei fiori della
    violacciocca, di modo che,
    simile al narciso e al giacinto
    assai compianto, il tempo
    futuro possa avere anche un
    tuo fiore.”
    (poesia incisa tra il I° ed il II° secolo dopo Cristo, nella roccia ai piedi del colle di Tuvixeddu)

  15. ghiaccioblu ha detto:

    saverio: molti degli scrittori che conosco credo lo prenderebbero come una potenzialità (intendo il software che aiuta a scrivere romanzi). D’altra parte, la narrativa è anche artigianato, non c’è niente di male. E’ che a me, quel tipo di narrativa ha detto tutto quel che poteva dirmi, al momento.

    Punico: ho firmato, per quel che può servire.

    Vergine Intatta: il nichilismo non porta da nessuna parte, temo. sai in quanti l’hanno sparata lì: ma sì distruggiamo tutto. e non è cambiato niente.

    Concin: che piacere leggerti! Ora parto e sto via fino a fine settembre…quando torno ci vediamo?

    s.

  16. Punico ha detto:

    Grazie infinite per la tua firma! Entro il 10 settembre i signori che hanno potere decisionale per la sorte del colle di Tuvixeddu si incontreranno di nuovo. Le firme hanno un valore simbolico perchè sarebbe importante presentarne molte entro quella data e far capire a questi signori che un monumento di 3000 anni come Tuvixeddu non è un affare loro sul quale possono speculare secondo i loro interessi, ma è un patrimonio che appartiene a tutti.

  17. saverioluzzi ha detto:

    Sabato su “il manifesto” è uscito questo bell’articolo di Tommaso Pincio…
    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/30-Agosto-2008/art57.html

  18. Cenresig ha detto:

    Sì, sono d’accordo con te Simona e complimentoniiiii. :-))

  19. utente anonimo ha detto:

    è qello che disse in punto di morte norberto bobbio: per tutta la vita ho privilegiato i concetti agli effetti, solo ora mi accorgo di aver sbagliato.

    ciao
    sergio garufi


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