Dentro una storia

talamoneErano in due. Due uomini di mezza età che camminavano in salita contro la luce rosa e rossa del tramonto. Là in fondo, oltre la salita, c’era il mare. E anche se da lì non si vedeva, si sentiva che c’era. Uno dei due si appoggiava a un bastone. Camminavano tenendosi a braccetto, come una coppia, ma si capiva che erano fratelli -anche se uno era più basso e più curvo- si capiva dalla forma delle spalle. Andavano piano, un piccolo passo dopo l’altro e parlavano a bassa voce, sorridendo. Ti ricordi? diceva uno all’altro. E il tempo andava avanti e indietro tra le loro bocche.

Lei era da sola. Una signora anziana, con un cappellino bianco e un costume da bagno intero che le scivolava su una spalla e lasciava scoperto un piccolo seno bianco da ragazza. Stava seduta su una roccia in riva al mare e raccoglieva sassi e conchiglie dentro una busta di plastica. Il marito era in piedi sotto il sole a qualche metro di distanza, l’ombrellone in mano, la borsa con gli asciugamani a tracolla. Paziente, la aspettava. Lei ha detto, su questa spiaggia ci ho passato l’infanzia. Ero piccola quando mi hanno portata lì. E ha indicato un punto nascosto da qualche parte dietro la pineta. , era un orfanatrofio estivo. Una colonia per bambini poveri e soli, in riva al mare. Adesso è un albergo. Anche adesso che vivo lontano, che da tanto tempo mi sono sposata e vivo in un’altra città, al nord, torno qui tutte le estati. A casa, ho una parete tutta mia e non permetto a nessuno di toccarla. C’è uno scaffale con bicchieri pieni di sassi e di conchiglie, ci sono le sculture di legno buttate a riva dalle onde, c’è anche una rete da pesca. Quella parete, è il mio mare.

Loro erano in quattro. Una mamma e i suoi tre bambini. Uno piccolissimo su un passeggino e gli altri due aggrappati al manubrio, uno da una parte e uno dall’altra. E la sorellina ha chiesto al fratellino: ma il mare poi finisce? E lui ha risposto no che non finisce, l’acqua non finisce mai. E la mamma si è passata un avambraccio sulla fronte per asciugare il sudore, ha sistemato il bavaglino al più piccolo e ha ricominciato con la storia dei ghiacciai e della pioggia e insomma alla fine ha concluso, tranquilli, no che non finisce. E a quel punto erano arrivati in cima alla scogliera e i bambini hanno spalancato la bocca da quanto era immenso l’orizzonte e quanta acqua c’era.

talamone due

E tutti quanti, un giorno, forse si ritroveranno dentro una storia. Un racconto, un romanzo. Chi lo sa.

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2 commenti on “Dentro una storia”

  1. saverioluzzi ha detto:

    Beh, speriamo sia un romanzo, prima o poi… 😉

  2. DevilsTrainers ha detto:

    sì, la vecchia raccoglieva sassi e conchiglie, ma quando trovava pezzi di vetro smussati dalle onde, di tanti colori che sembravano un tesoro di pietre preziose, allora era contenta davvero. e sorrideva, fregandosene del marito in attesa.

    p.


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