Agosto Bianco

Di passaggio a casa, a Bologna, 35 gradi e la città deserta. Domenica mattina: in via Santo Stefano c’è qualche pazzo in bicicletta, gli anziani rimasti soli in balia dell’afa che caracollano sotto il sole con le buste della spesa fatta dai paki (latte, pane comune, frutta); sull’autobus numero 13, arabi, africani, thailandesi, pakistani, un russo che legge un quotidiano, le badanti in libera uscita- tutti quelli che le vacanze non possono permettersele neanche richiedendo un finanziamento come pare siano costrette a fare sempre più spesso le famiglie italiane.) Alla piscina dello Sterlino, compagnie di ragazzi nordafricani che chiaccherano con i piedi nell’acqua, qualche bolognese con la messa in piega che si immerge giusto fino alla vita, i bambini che sguazzano, un odore di bruciato nell’aria e l’acqua troppo calda per nuotarci davvero. Torno a casa a piedi, la borsa a tracolla e i capelli bagnati e guardo la città come se non la conoscessi. Questa, è più o meno Bologna come doveva esserlo all’inizio. I muri rossi e gialli, i portici ombrosi senza tracce di deiezioni canine. Nelle piazze, quelli che restano, stravaccati sulle panchine in cerca di un soffio d’aria.

Pile di libri sul Polo Nord appoggiati sopra il tavolo. L’opera omnia di Jack London. Moby Dick di Melville. Una mappa della Groenlandia. (Ma tutti, come scrive Ander, hanno in casa una mappa dell’interno della Groenlandia, basta prendere un foglio bianco.) Il libro procede. Si fa. Come si fanno i libri. Con i tempi morti necessari e le furie improvvise. Ho riletto Zanna Bianca, e ho pianto tutto il tempo. Ho riletto Un sogno ai confini del mondo di Jurij Ritcheu e ho provato di nuovo quell’emozione di quando avevo dodici anni e la mia immaginazione si nutriva di avventure artiche e silenzi bianchi. Ho scritto di solitudine*. E intanto riguardavo le foto di Tasilaaq salvandole in bianco e nero. Crepe nel ghiaccio e iceberg che perdono quella sfumatura d’oro liquido, ma lo stesso restano bellissimi, finché dura.

L’ultima settimana di agosto, credo di giovedì, esce Un’altra solitudine*, il mio Corto per il Corriere della sera.

Su Radiorock.to c’è il podcast di una bella intervista che mi ha fatto Giampietro Stocco su Sp3, è qui.

Il faro di Talamone è sempre al suo posto, e le meduse sono arrivate nella baia due giorni dopo che me n’ero andata. Torno nell’eremo, ci ritroviamo a settembre. Buon agosto a tutti. Per me, questa volta, sarà un agosto bianco.

Annunci

4 commenti on “Agosto Bianco”

  1. utente anonimo ha detto:

    I should learn Italian, me da pena no comprender tantos detalles de los textos. Sometimes these texts are like Greenlandic maps for me… but I try!

  2. utente anonimo ha detto:

    Perdón, the anonimo was me: Ander.

  3. follettodelvino ha detto:

    dà un senso di desolazione la città in Agosto… dev’essere veramente surreale Bologna


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...