che ci faccio qui?


fiordo
Atterrando all’aereoporto di Reykjavik, l’altro ieri, ho scoperto che i miei occhi avevano dimenticato il colore dell’erba. Atterrando ad Amsterdaam, ieri, ho scoperto che avevano dimenticato anche le tangenziali, le autostrade, i camion e le automobili. Avevo dimenticato anche i portici di Bologna, i gas di scarico, le anoressiche travestite da veline e i burini travestiti da tronisti, il vaudeville con sfumature tragiche della politica (?) italiana, lo schifo di quella che chiamamo ‘informazione’. Là dov’ero, c’erano solo il ghiaccio, la neve, l’ululato dei cani e quello degli ubriachi, un’infelicità diffusa che ha riempito il mio cuore di tristezza. ‘Il mondo non è un panorama‘, pensavo; le bellezza naturali di un luogo non possono compensare in alcun modo, per quanto mi riguarda, la sofferenza degli esseri umani che lo abitano. Io oggi cammino per le strade di quella che dovrebbe essere la mia città, due giorni fa camminavo sulle uniche tre strade di Tasiilaq. Sono confusa. Un mese come un anno. Non comprendo la lingua dei quotidiani, quella dei tg, non ho la forza di mettermi al passo -come si usa dire con orrenda espressione- leggere le email, andare a visitare un blog. Devo resettare il mio orologio interno. Capire cosa ci faccio qui.

isole di ghiacciotasillaq neve

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10 commenti on “che ci faccio qui?”

  1. utente anonimo ha detto:

    (Ehhhhhhhhh… ) Comunque: BENTORNATA SIMO!!! S.

  2. lilith70 ha detto:

    bentornata 🙂

    (e domenica spero di vederti)

  3. lilith70 ha detto:

    p.s. mi sei mancata

  4. kiaracopek ha detto:

    ben tornata.
    spero di vederti presto.

  5. Achille81 ha detto:

    bentornata simona !
    Non è solo tornando dai ghiacci che ci si chiede “cosa ci faccio qui?”
    Ho pensato all’ effetto che ti avrebbe fatto ritonare in un Paese che in un mese è diventato una specie di quarto reich in mediset style ?
    P.S: Finalmente abbiamo una velina ministro come nella più apocalittica delle previsioni…

  6. matrix1963 ha detto:

    Magari ti è anche un po’ mancata la tangenziale, i camion, i portici e via dicendo…bentornata 🙂

  7. MrMorgan ha detto:

    Da accapponare la pelle, la tristezza delle lande innevate, dimenticare come è fatta l’erba, com’è fatto l’asfalto, pura poesia…complimenti…

  8. utente anonimo ha detto:

    Non so come ci sia riuscita. La neve, intendo, l’idea di non avere altro che ghiaccio, attorno. E un silenzio che immagino talmente sconfinato da sembrare irreale, inquieto.
    Qualcosa che non capisco mi spinge a dirti che sono felice (e forse in questo egoista) che tu sia tornata.

  9. massitutor ha detto:

    Ecco dov’eri! beh certo che il rientro è duro; un cambiamento notevole. Già io faccio fatica a rientrare al centro diurno di via del porto dopo un fine settimana di profumi, dolcezze e bellezza domestica. A proposito: quand’è che trovi la forza di fare un salto? Sei la benvenuta lo sai.

  10. ghiaccioblu ha detto:

    Grazie a tutti.

    anonimo: ti ho riconosciuta. ti scrivo presto. 🙂

    massi: arrivo arrivo….


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