Compiti, e orizzonte


(…) Lasciamo perdere l’idea di ricostruire la sinistra, perché la sinistra non ci serve. E’ un concetto vuoto, che si può riempire soltanto di passato. La società non ha bisogno di un nuovo apparato di mediazione politica. Non ci sarà mai più mediazione politica. Il capitale ha scatenato la guerra contro la società. Non possiamo far altro che adeguare ad essa i nostri strumenti e i nostri linguaggi.

Non possiamo combattere quella guerra sul piano della violenza, per la semplice ragione che la perderemmo. La società deve costruire le strutture della sua autonomia culturale: dissolvere le illusioni che sottomettono l’intelligenza al lavoro al consumo e alla crescita, curare lo psichismo collettivo invaso dai veleni della paura e dell’odio, creare forme di vita autonoma autosufficiente, diffondere un’idea non acquisitiva della ricchezza. Non abbiamo altro compito. Ed è un compito gigantesco.

Franco Berardi Bifo, L’orizzonte, l’articolo completo uscito ieri su Carta, qui.

Momenti di smarrimento in cui penso di appendere un poster di Paris Hilton allo sportello del frigo ed eleggerla a icona e modello di vita. Momenti di delirio in cui penso: dato che forse posso, voglio una villa con la tavernetta, voglio pagare meno tasse, mi compro un suv bello alto che domina la strada, voglio la casa al mare, il congelatore pieno di cernie e faraone ripiene già belle che pronte, la cantinetta con la scorta di vini pregiati, voglio dormire serena dietro le mie inferriate e l’allarme inserito, voglio bandire la parola ‘etica’ dalla mia vita. E affanculo a quelli più sfigati di me. (E questo modello di pensiero vale anche per quelli senza villetta e senza suv, perché per ogni grado di sfiga, esiste un grado inferiore). Voglio essere anch’io come loro. Quelli così. Però poi penso che quelli così sono disperati, vivono nell’odio e nella paura, paura della diversità, paura di perdere i propri privilegi, paura di affondare, di non farcela, paura da riempiere di psicofarmaci, di ore e ore di televisione, paura a cui sfuggire rifugiandosi in un centro commerciale o in un outlet e costruendo barriere sempre più alte, bunker sempre più profondi.
Mi sento un’inutile zavorra, in questi giorni, zavorra di un Paese che del mio sguardo non ha il minimo bisogno. Io, lo stolto che guarda il dito mentre gli indicano la luna.

Intanto, tra due giorni parto, e vado in un Paese dove non esistono strade e non ci sono cantieri, un paese senza villette a schiera e senza fabbriche, ma dove lo stesso, un popolo libero si sta condannando all’autoestinzione pur di non sottomettersi al modello occidentale. Forse hanno ragione loro: ubriacarsi fino a collassare. Suicidarsi. Scappare.
Poi invece no. Poi torno e lo so che occorre continuare a fare, fare più di prima, e allora parto tenendomi a mente le parole che mi ha scritto ieri un amico giornalista. Queste:

Simona Vinci. Parti, tu che puoi. Se facessi il tuo mestiere avrei già preso un bellissimo treno per la mia adorata Berlino. L’italia è diventata come San Severo, il posto in cui sono nato, un paese da dimenticare.

Ieri sera attraversavo i viali a testa bassa sotto la pioggia, una macchina ha inchiodato davanti alla strisce pedonali e mi ha fatto passare. La prima cosa che ho pensato è stata che il leghista al volante mi aveva graziato. Ho la stessa sindrome di accerchiamento che provavo dopo Genova.
Chi resta deve darsi da fare. Lavorare, consumare suole di scarpe, raccontare quello che succede in Veneto, nelle fabbriche.
Devo smettere di angosciarmi. Sarà durissima.

Sarà durissima, sì.

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17 commenti on “Compiti, e orizzonte”

  1. contenebbia ha detto:

    ho appena letto una frase che mi ha fatto morir dal ridere: “c’è da dire che, da quando non lo fa più da solo, Bossi è pettinato proprio bene.” E ancora: “avevamo appena risolto il problema della toilette per Vladimir Luxuria, e adesso ci toccherà mettere gli orinatoi sul soffitto per quelli della Lega”…

  2. lilith70 ha detto:

    quelli così, simona, sono la maggioranza del paese. quelli così,sono la massa e la massa è sempre esistita. non ha senso guardarli con pietà oppure dall’alto. non ha senso fare finta che non esistano. quelli così, sono la gente ‘normale’. che privilegi vuoi che difenda l’uomo medio se non la propria sussistenza magari con qualcosina di più, che forse si è pure meritato? condannare a piè pari chi desidera una vita normale, una casa di cui riesce a pagare il mutuo senza doversi suicidare, le vacanze di due settimane al mare oppure alle bahamas, condannare chi non gliene frega una ceppa di tutti questi discorsi pseudo-critici sulla fine della sinistra mi sembra fuori luogo. i bisogni delle masse sono altro, in questo momento. poi,sì, è nostro dovere di persone che si distaccano dalla cultura bassa delle masse che hanno il poster di paris hilton affisso al muro continuare a credere in qualcosa di diverso. ma la massa esiste e vuole il concreto. troppo facile così, per tutti, mettersi a fare i discorsi.
    ti abbraccio, simo, e mi sa che ci si rivede solo fra un mese, a questo punto.

    comunque il tuo amico giornalista che continuerà a raccontare cosa succede nelle fabbriche del veneto digli, che forse se l’è dimenticato, che quegli operai lì vogliono bossi perchè è l’unico che gli abbia – almeno apparentemete – dato ascolto.

  3. utente anonimo ha detto:

    “lavoro consumo crescita paura e odio”

    è questo che vuole davvero, la ‘gente normale’?
    non è invece che i modelli sono sbagliati e che noi che scriviamo, facciamo arte, o comunque cerchiamo uno sguardo differente, dovremmo continuare a credere e provare a far credere anche a quelli che ‘non gliene frega una ceppa’ che la vita sia anche altrove?

    (sono argomenti immensi, deb, e la tua, qui, adesso, mi sembra un po’ retorica populista, scusa.)

    s

  4. lilith70 ha detto:

    simona, la retorica populista è quella che fa vincere berlusconi. la retorica populista è insita nella democrazia. potrei dire allora che la tua è retorica intellettuale, allora, la stessa che ha affondato la sinistra. le masse esistono. non lo dico io,lo diceva pasolini 35 anni fa. l’unico vero intellettuale che mi sento di riconoscere.

    se mi tacci di retorica populista vuol dire che non hai letto bene il mio commento. e, permettimi, è mancanza di rispetto nei miei confronti.

  5. lilith70 ha detto:

    e non hai letto nemmeno l’amarezza nelle mie parole.

    mancanza di rispetto nei miei confronti quando sai benissimo che la pensiamo nell’identico modo.

  6. utente anonimo ha detto:

    condivido con lilith70 ogni sua parola e per essere quella che doveva partire per l’Alaska e fregarsene dei risultati elettorali credo tu ci stia dando troppo peso…
    Ho visto uno spot per il programma di Crozza, oggi, ho riso molto e penso che accadrà molto spesso nei prossimi 5 anni…
    “Alberto Sordi ce lo siamo meritato” e “Lui ha già vinto”, come direbbe qualcun altro, anche questa passerà.

    Un predellino

  7. utente anonimo ha detto:

    No predellino, non c’è niente da ridere. Intanto quel che resta dell’Italia se lo magneranno: terra, acqua, aria che si respira, tutto quel che si può.

    Non sto partendo per l’Alaska, parto per la Groenlandia.

    s

  8. ghiaccioblu ha detto:

    Deb, quella che tu definisci la ‘gente normale’ io la conosco benissimo e non la guardo né con pietà né dall’alto, la guardo ad altezza d’occhi perché anche io ci sono in mezzo: lavoro le mie otto ore al giorno, pago il mutuo della casa tutti i mesi, faccio la spesa e pago le bollette, quando vado dal commercialista ho paura perché non so se ce li avrò, i soldi per pagarle, le tasse, non ho nessuna certezza per il futuro, e anche io bramo due settimane di vacanza (viaggiare per lavoro non è la stessa cosa che fare una vacanza), e non tutta questa gente normale, me compresa, va a votare spinta dall’odio e dalla paura né crede che tu tutto sia lecito pur di mantenere i suoi privilegi. Insisto su questa parola: privilegi. Basterebbe uscire ogni tanto dallo stretto occidente per smettere di dare per scontate troppe cose.

    Però non mettiamoci anche noi a litigare, per favore.

  9. utente anonimo ha detto:

    se l’umanità è quel virus mortale di cui hai già scritto, non vedo che differenza faccia se a magnare è uno psiconano o le giunte diossine, mai come quest’anno il risultato sarebbe stato identico in entrambi i casi e, a mio avviso, era anche facilmente prevedibile…

    Il secondo e tragico predellino

  10. lilith70 ha detto:

    simo,io non sto litigando. io non mi capacito come te di questa batosta. ma quando penso alla gente normale penso, per citare il conte, ai lobotomizzati della tv, e mi sembra che nessuna delle due ne faccia parte,però è un dato di fatto che esistano, sono quarntanni che esistono. ieri e stamattina riflettevo. provavo a ragionare dal basso. l’ho fatto anche sul mio blog. la gente normale è anche quella che se ne frega dei miei e dei tuoi discorsi, anche dell’arte e dei libri. è un dato di fatto. esiste. non per questo io o tu smetteremo di pensare a qualcosa di diverso, a proporlo forse con gli strumenti che ci competono. oggi leggevo un articolo su liberazione. la sinistra si chiede perchè gli operai votano lega. vai a leggerti le risposte degli operai alle interviste. vai a raccontare a chi deve campare con 1000 euro al mese della rinuncia dei privilegi. forse, e dico forse, quella rivoluzione che tu – noi – insegui e sulla quale siamo d’accordo sarà possibile solo quando la gente non dovrà preoccuparsi di arrivare a fine mese. non è populismo è rabbia della gente normale che 30 anni fa votava il pci perchè c’era la lotta operaia e si sentiva rappresentata. è solo questo il discorso che volevo fare. interrogarsi su questa disfatta significa provare anche a ragionare dal punto di vista dell”operaio mediatizzato’. che, e di questo sono convinta, se ne frega, oggi, dei nostri discorsi perchè questi sono discorsi che gli fa tutti i giorni la politica e infatti si vede come sono andate le cose. vince il berlusca che propone demagogia e il bossi che prende i fucili.
    ieri avevo postato un pezzo su pasolini e ogni volta che lo leggo rimango sconvolta dalla capacità previsionale di quest’uomo.

    credimi, simo, non ti sto attaccando e non sto litigando e concordo con te che è un discorso vasto. è che forse in questi giorni siamo tutti devastati.

  11. DevilsTrainers ha detto:

    comunque è incredibile. Bifo, in poche righe, ha detto TUTTO.

    peter

  12. utente anonimo ha detto:

    e speriamo che ci rimani [tra i ghiacci]. lilith ti stai coltivando una serpe in seno.
    c.

  13. utente anonimo ha detto:

    Io più che altro ho voglia di dire “ve lo siete meritato Nannimoretti, ve lo siete meritato”.
    Lì – dove stalinismo e snobismo si saldano, dove gli affluenti (quelli di sempre) bolognesotti/e attaccati alle prebende pidiessine sputano l’ultima sentenza sulla conquista del centro – lì tra il partito delle Marie Antoniette che non si rende conto che l’iperliberismo di cui sono custodi (sì sono loro i Beria del globalismo liberista) sta proponendo brioches a gente che non ha un (cazzo) di futuro davanti – lì rimane quello che rimane del rimpianto di un’idea sempre più sbiadita di sinistra.
    Io non ho rimpianti. Abbiamo compiti più urgenti.
    Scusa la confusione, sono contento di avere trovato quel testodi Bifo (te l’avevo segnalato per e-mail probabilmente proprio mentre tu stavi lavorando al post… 🙂
    Ciao
    WB

  14. utente anonimo ha detto:

    E stai certa, Simona, che quello che resta dell’Italia se lo sarebbero mangiati uguale pure gli altri. Neanche su questo i rimpianti servono (né sono rimpianti di qualcosa, ma solo dell’ombra dell’ombra di un passaggio…)
    W

  15. ghiaccioblu ha detto:

    caro w
    ne sono certa. però, quelli che tu chiami ‘gli altri’ senza nominarli, quantomeno dal punto di vista della ‘forma’ salvaguardavano qualcosa. e in tempi come questi, ci si dovrebbe aggrappare dove si può, anche alle forme vuote.

    baci. ci sentiamo al mio ritorno. ti manderò qualche foto dell’ice-cap. (se non si è già sciolto tutto nel frattempo…)

    s

  16. wolfbukowski ha detto:

    Cara Simona,
    quando tornerai troverai che il governo Prodi ci ha lasciato un regalino anche sulle “forme”…
    http://www.splinder.com/myblog/edit/view/478489

    Ciao
    Wolf


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