Clear

barker8L’evidenza dei fatti, di Nicola Barker (uscito da pochi giorni per Sartorio Editore) è un libro stratificato, complesso. Mentre lo traducevo, due anni fa, capitavano momenti di smarrimento. Un libro che parla di altri libri, intessuto di rimandi, a tratti faticoso, con questo continuo rivolgersi al lettore: ehi, mi stai ascoltando? E’ a te che parlo! Come traduttrice, non sapevo se stare dalla parte del lettore o dalla sua. Alle volte ci parlavo, con la voce narrante, e gli dicevo: senti, piantala di rompere, sta’ un po’ zitto, tu e quel tuo mago di merda! Il mago in questione è David Blaine, personaggio controverso e inquietante. Reale, nel senso che non è il personaggio inventato di un romanzo, ma esiste davvero. Grande amico di quel formidabile talento (genio lo uso solo per i morti) di Harmony Korine. E le pagine che amo di più, di questo romanzo, sono forse quelle nelle quali si parla di questa amicizia e dello strettissimo legame che c’è tra le performances di Blaine e il modo di intendere il cinema di Korine, oltre che quelle che sottolineano la vicinanza tra la performance londinese del mago (Above the below – 44 giorni appeso dentro una scatola di plexiglass sul Tower Bridge, a Londra, senza mangiare, in piena vista- sul sito di Blaine c’è un video) e lo straordinario racconto di Kafka, Un artista della fame (tradotto anche Un artista alla fame, o Un digiunatore). Di Nicola Barker mi ero innamorata leggendo per caso un altro suo romanzo pubblicato in italia da Fazi nel 2001, Disarmati. Un libro enigmatico, di quelli che ti entrano sotto pelle e dentro i sogni, personaggi ai limiti della follia e dell’autismo, ma straordinariamente umani, vicini. E così, sono stata contenta di tradurre questo, sia pur tanto diverso, L’evidenza dei fatti, il cui titolo originale è Clear. Trasparente. Trasparente come la scatola dentro la quale sta appeso il mago. Trasparente come l‘informazione ci vuol far credere di essere. Eccolo qua, quello che io credo sia il tema di fondo di questo libro: trasparenza, verità, ciò che si mostra e ciò che si cela. La contemporaneità è continua esibizione: tutti sanno tutto, tutti vedono tutto e dunque tutto giudicano e tutto credono di sapere. Ma cos’è, davvero, quello che credono di sapere? Cos’è, davvero, quello che crediamo di sapere? E ancora, siamo sicuri che se pure ci trovassimo  la nuda verità sotto il naso sapremmo riconoscerla come tale o non la confonderemmo con le balle? Perle e immondizia, mescolate come sono, dopo un po’ non si riescono più a distinguere. E in ogni caso, la verità, se pure riuscissimo a scovarla, a cosa ci servirebbe?

Qui, una recensione.

P.S. Per chi non avesse avuto la pazienza di andare al link con la biografia, Nicola Barker è una donna, e immagino sia molto affascinata -anche io lo sono- dai ponti.

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One Comment on “Clear”

  1. moriccica ha detto:

    Mi hai fatto venire un gran voglia di passare in libreria! Complimenti, tornerò spesso a trovarti.
    Maurizia


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