Sulla strada

strada

Questa nostra strada: la Via Emilia tra identificazione, memoria e mutamento


Relatori: Carlo Quintelli (Docente di Composizione Architettonica e Urbana) e Simona Vinci (Scrittrice)

Alla Biblioteca Poletti di Modena, Sabato 12 aprile 2008, 5:00 PM

In attesa del Festival dell’Architettura del prossimo ottobre sul Pubblico Paesaggio, La Biblioteca Poletti, in collaborazione con il Settore Trasformazione Urbana e Qualità Edilizia del Comune di Modena, propone una riflessione sul tema della strada intesa come elemento primario e costitutivo dell’essenza urbana, attraverso il quale “leggere” e valutare la dimensione delle città e, del territorio nazionale ed emiliano in particolare, oggi sottoposti ad una veloce e spesso incontrollata trasformazione. In uno scenario caratterizzato da infrastrutture viarie sempre più complesse fatte di reti, maglie, condotti e tangenziali che intersecano i tracciati storici, sino alla cancellazione degli stessi, la strada rischia di perdere il ruolo originario di spazio della collettività, capace di accogliere i principali valori dell’abitare, per trasformarsi in semplice elemento di transito e di collegamento, in contesti urbani ed insediativi ibridi e frammentati che generano un paesaggio discontinuo e senza relazione tra i diversi elementi. Tuttavia, la strada continua a raccontare e tramandare, coi suoi nomi e le sue caratteristiche, la memoria profonda dei luoghi, la vita e la storia delle città, come nel caso della Via Emilia, un tema intorno al quale si è sviluppata un’intensa attività di ricerca che ha portato ad interessanti proposte progettuali.

Di quali elementi, dunque, deve tenere conto un’efficace azione progettuale che intenda la strada come strumento della progettazione urbana e territoriale e come importante elemento che concorre anche al disegno del paesaggio?

Ne discutono, insieme agli architetti, una scrittrice (SImona Vinci) e un geografo (Franco Farinelli).



La Via Emilia richiama temi legati alle diverse scale del territorio attraversato e alla trasformazione identitaria, oltre che materiale, del suo sistema insediativo.
Oggi risulta evidente come l’antica strada consolare sia sofferente sotto il profilo della transitabilità e della vivibilità, avendo perso il suo ruolo di riferimento urbano e territoriale. Infatti, i fenomeni della conurbazione, della costruzione continua lungo i suoi bordi, della banalizzazione degli interventi, della mancata valorizzazione degli spazi complementari quali occasioni di abitabilità, contrastano con il portato culturale di straordinarie preesistenze che costituiscono una potenzialità inespressa e disponibile a una nuova interpretazione progettuale. La Via Emilia rappresenta, dunque, ancora un’importante risorsa per rilanciare alcuni principi di aggregazione del territorio da cui ricavare appartenenza e identità.

Sabato 19 aprile 2008, 5:00 PM
Fare strada: la strada come spazio pubblico di progettazione
Relatori: Maurizio Morandi (Docente di Urbanistica ) e Franco Farinelli (Docente di Geografia della Comunicazione)

Con il superamento di una visione urbanistica funzionalista che considerava le vie di comunicazione semplici elementi di collegamento isolati dalle altre funzioni urbane, la strada ha recuperato nel progetto urbano il suo ruolo di spazio del passare, ma anche dello stare, capace di integrarsi con il costruito, in virtù della sua propensione insediativa.
Sempre più, dunque, la strada è una componente essenziale del sistema degli spazi collettivi e permette di ricomporre una varietà urbana frammentata, complessa e priva di codici interpretativi preesistenti. Un’efficace progettazione e valorizzazione delle percorrenze, come sostiene Morandi,  deve creare una relazione tra le pratiche d’uso degli abitanti e il sistema degli spazi aperti, restituendo, così, alla strada la sua caratteristica di “luogo popolato di sguardi”, che ha sempre contribuito alla qualità della vita urbana e alla sicurezza dello spazio pubblico. 

Carlo Quintelli è professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso l’Università di Parma e responsabile scientifico del Centro Studi CITTAEMILIA, che promuove attività di ricerca e progettazione sulle forme insediative e paesaggistiche emiliane. Dal 2004 dirige il Festival dell’Architettura di Parma, Reggio e Modena. Tra le pubblicazioni più recenti: S.S.9. Via Emilia. Progetti architettonici e nuovi luoghi lungo la via Emilia tra città e città, Abitare Segesta,  2001; La strada ritrovata. Problemi e prospettive dell’architettura della Via Emilia,
Festivalarchitettura Edizioni, 2005.

Simona Vinci è laureata in Letteratura Contemporanea all’Università di Bologna con una tesi intitolata Una scrittura del paesaggio. Il suo primo romanzo Dei bambini non si sa niente (Einaudi – Stile libero, 1997) ha ottenuto  un grande successo di pubblico e di critica ed è stato tradotto in diversi paesi tra i quali gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina. Sempre per Einaudi sono usciti la raccolta di racconti In tutti i sensi come l’amore, Stile libero, 1999 e i romanzi Come prima delle madri, Supercoralli, 2003, Brother and Sister, Stile libero, 2004, Stanza 411, Stile libero/Big, 2006, Strada provinciale tre, Stile Libero/Big, 2007.

Maurizio Morandi è professore ordinario di Urbanistica alla Facoltà di Architettura di Firenze, dove è titolare del Laboratorio di Urbanistica e coordinatore del Dottorato in Progettazione Urbanistica e Territoriale. Collabora con il Comune di Modena allo sviluppo di studi e proposte progettuali sulla Via Emilia ed è impegnato nel laboratorio sul progetto urbano della città. Tra i libri si segnalano: La città vissuta. Significato e valori dello spazio urbano, Alinea, 1996; Città e territorio. Elementi di analisi, Alinea, 1998; Progettare una strada. Progettare la città. La via Emilia a Modena, Alinea, 2003; Fare centro. Città europee in trasformazione, Meltemi, 2004.

Franco Farinelli, docente di Geografia della Comunicazione, è presidente del corso di laurea in Geografia e Processi Territoriali dell’Università di Bologna e vicepresidente dell’Associazione dei Geografi Italiani. Ha diretto l’Istituto di Geografia e il Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Ateneo di Bologna. Ha insegnato a lungo presso le università di Ginevra, Los Angeles (UCLA), Berkeley, e a Parigi, alla Sorbona e all’Ecole Normale Supérieure. Tra gli ultimi libri si segnalano: Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo, Einaudi, 2003; L’invenzione della Terra,  Sellerio, 2007.

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6 commenti on “Sulla strada”

  1. utente anonimo ha detto:

    Intuttisensi come l’umore. Una verità fisiopsichica talmente profonda che…

  2. utente anonimo ha detto:

    Ho dato un paio d’esami con Farinelli, a Scienze della Comunicazione, Unibo. Una vera autorità nel suo campo e le sue lezioni erano davvero interessanti.
    A volte geniali.
    Se riesco vengo.
    Per lui e per te.

    Stefano -bologna-

  3. AleVettorato ha detto:

    ma dai, la Vinci!! Grandissima!!! Dei bambini non si sa niente lo so praticamente a memoria.

    Non posso non averti come amica!!!

  4. Skeight ha detto:

    Se devo essere sincero, Farinelli non lo apprezzo molto per lo stile astruso dei suoi libri, anche se la sua competenza in materia è innegabile…

  5. utente anonimo ha detto:

    Ma questi professoroni non saranno un pò pesanti(?),senza ricordargli che intervengono “alla grande” con preziosi interventi ed analisi statistiche incrociate su suolo reddito e popolazione,dopo grandi disastri inferti da tempo al ben amato Paesaggio Italiano.Se c’è l’hai fatta non farne abuso porta dipendenza….Distinti saluti… da Max

  6. utente anonimo ha detto:

    In effetti alcune parti dei suoi testi possono risultare indigeste, anche perchè l’argomento non è di quelli propriamente appassionanti, ma una volta che riesci a penetrare la materia, a padroneggiare gli strumenti analitici e le nozioni, non si può non ricavare un qualche interesse nei confronti dei suoi lavori.

    L’ideale sarebbe seguire le sue lezioni e al contempo studiare i libri, in questo modo tutto risulterebbe più limpido. Ricordo con una strana eccitazione intellettuale la sua lezione sul rigore a cucchiaio di Totti, durante il corso di geografia della comunicazione…

    Stefano -bologna-


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