Non andate (o andate?) ad Auschwitz

auschwitz_big                      Auschwitz, una fossa comune.

Quest’anno, sul ‘treno per Auschwitz‘ che parte domani pomeriggio da Carpi e arriva a Cracovia sabato verso sera, ci sono anch’io. Sul numero di Vanity Fair in edicola questa settimana, Alessandro Piperno, in un articolo provocatorio intitolato "Non andate ad Auschwitz" scrive: L’ Olocausto non è un’esperienza collettiva. Ma individuale.(…) E’ da anni che guardo con sospetto qualsiasi ricorrenza che tende a celebrare la morte di tutti quegli ebrei. Perché so che se costringi a ricordare per editto la gente diventa insofferente e cattiva." E ancora, "simboli, astrazioni, rituali, retorica…ecco i nuovi nemici di quei tanti morti che non riposano in pace." Capisco il suo punto di vista. E capisco che la retorica spesso svuota di senso, è guscio, frammento morto che parla una lingua morta. Ma la mia domanda è: meglio quindi l’oblio? Non credo. Trovare una lingua che respiri per continuare a ricordare quello che è accaduto, a degli individui, certo, ma per estensione a tutto il genere umano. Il mio modo e quello di tanti altri che domani partiranno con me è salire su quel treno che da Carpi arriva fino in Polonia: lo stesso percorso che gli internati nel campo di Fossoli hanno fatto per essere deportati nei lager nazisti. Provare a immaginare, a sentire, a condividere. Per quanto è possibile.
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9 commenti on “Non andate (o andate?) ad Auschwitz”

  1. matrix1963 ha detto:

    Secondo me è giusto ‘non dimenticare’, perchè anche le generazioni che non hanno vissuto simili orrori abbiano gli occhi spalancati sulla crudeltà dell’uomo. Non ho idea di cosa si possa provare, ma penso che sarà un’esperienza che ti arricchirà. Stefano

  2. Achille81 ha detto:

    Piperno in parte ha ragione. Ma credo che il punto non sia cosa si fa ma come lo si fa !
    Anche il Giorno della Memoria è diventata un’ altra giornata immagine per molti priva di significato….basta concentrarsi per un attimo su una sola delle foto scattate dopo la liberazione in uno qualsiasi dei campi di concentramento per “sentire” quanto orrore ci ha preceduto… e quanto ancora ne verrà ( cosa hai visto in sierra leone, s. ?)

  3. carrino ha detto:

    Sì va bene.
    Ma cosa intende Piperno quando dice “non è un’esperienza collettiva. Ma individuale”?
    se ho capito bene, non sono d’accordo. devo leggermil’articolo completo, chissà se lo trovo ancora.

    di questi tempi tutto è ‘guscio vuoto’. la differenza la fanno i singoli,le singole modalità di percezione, la differenza la fa chi, ‘da solo’ e senza commemorazioni alla ‘san valentino’ o alla ‘gionata della donna’ style, prende un treno, e va a vedere, a compartecipare, a + di 60anni di distanza.
    è ovvio che la Storia fagocita se stessa, si ‘trascorre’. Si ‘dimentica’, la Storia.

    no no, andateci ad auschwitz, andiamoci.

  4. massitutor ha detto:

    ho saputo che dalla stazione di Milano, da un binario sotterraneo e nascosto, partivano i treni per la germania, per la Polonia diretti ai Campi. Lo sapevate? Dovrebbe diventare una sorta di museo della memoria. Mio nonno mi ha confermato tutto: lui lo sapeva già da certi amici partigiani. Lui lo sapeva quindi da circa sessant’anni… mi chiedo: perchè non me lo ha mai detto?

  5. massitutor ha detto:

    ci sono 20 binari alla stazione… quello è il ventunesimo.

  6. glodalessandro ha detto:

    Ero a Dachau 20 anni fa (o forse più), e ancora sento una sensazione di vergogna.
    Vado a Trieste a San Sabba e quella sensazione la provo ancora.
    E ci tornerò, ancora e ancora e ancora…

  7. utente anonimo ha detto:

    Va bene ricordare, ma sarebbe importante ricordare tutti i genocidi e i massacri della storia recente.
    Mai che si senta parlare della Russia, della Cambogia, della Cina o del genocidio degli armeni…

    Stefano

  8. utente anonimo ha detto:

    andiamoci tutti ad Auschwitz, perché è un errore dimenticare, quello come tutti i grandi genocidi.
    ma se vogliamo fare qualcosa per dare un aspetto più sano al mondo, e non solo alle nostre coscienze iporite, dal giorno dopo guardiamo cosa sta succedendo in questi anni, perhé mi sa che mica tutti se ne stanno rendendo conto.

  9. ghiaccioblu ha detto:

    Achille81: in Sierra ho visitato tutti gli ospedali tranne quello di medici senza frontiere e la Mercy Ship. Ospedale psichiatrico compreso. Ti racconterò. Ma dieci giorni non bastano, a novembre torno. Voglio fare tre mesi laggiù.

    carrino: quando arrivi a AuschwitzII-Birkenau, ogni possibile retorica si spegne. Sì, occorre andarci.

    massitutor: il binario 21, sotterraneo. c’è anche un sito che ne racconta la storia: http://www.binario21.org/

    utente anonimo: è chiaro che se il passato non serve a comprendere il presente e a progettare il futuro, resta lettera morta.


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