Gli scrittori sono i congegni onirici della razza umana. La narrazione agisce su di noi nello stesso modo dei sogni. Ha in comune con essi lo stesso carattere fantastico. Sogni e narrazione hanno entrambi la capacità nascosta di alterare la realtà. I sogni possono essere più liberi perché non sono composti di parole, ma quando una storia narrata è entrata in noi, non esiste più come insieme di parole.
Gli scrittori hanno una grande responsabilità: quella di scrivere magnificamente, cioè di scrivere bene. Questa responsabilità comprende anche quella di essere veritieri. Incantare, divertire, affascinare, condurci fuori da noi stessi, tutto questo fa parte della bellezza. Ma c’è una responsabilità parallela: quella di cantare le realtà del tempo, lasciare una sorta di documento magico di ciò che hanno visto e sognato mentre erano vivi, ed essere testimoni nel loro modo unico delle bellezze, della banalità e degli orrori del loro tempo.

Ben Okri, dal saggio La razza umana non è ancora libera (qui si può leggere integralmente) contenuto nel volume La tigre nella bocca del diamante, Minimum Fax.

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7 commenti on “”

  1. RecensoreZombi ha detto:

    Bello. Molto bello. Ma c’è anche altro. C’è la necessità di dimostrare che il Sogno esiste. Anzi… che il Sogno è tutto. Rimanere coi piedi per terra è utile per non smarrire la strada ma il Sogno… il Sogno è più importante di tutto. E l’unico modo per dimostrare che il Sogno esiste è il Racconto, la Narrazione. Senza questi due veicoli assolutamente indispensabili per definirci “civiltà” gli umani sono assolutamente il nulla. La magia del Segno sulla carta è fondamentale. Come l’incanto della Parola detta.

    Per questo viviamo tempi difficili, frastornati dalla valanga di parole di gente che parla, non dice e, soprattutto, non assapora la magia della Parola detta. Per questi meschini le Parole sono per imbonire le folle. Per me la Parola è il dono più grande che una Persona mi possa fare. È un invito a entrare nel proprio meraviglioso e misterioso “Io”. Quando succede, di solito, ho un brivido.

    (sospiro)

    Credo che scoprendo il tuo blog ho trovato molte cose interessanti da leggere.
    Grazie davvero.

    Claudio Crimi Trigona
    di
    Improponibili Propositi Inc.

  2. liseuse ha detto:

    Splendida citazione ha portato la Befana, grazie! (mancherebbe però l’indicazione dell’autrice/autore in seconda, che ha anche lei/lui una bella responsabilità, quella di tradurre magnificamente il magnificamente scritto…).

  3. liseuse ha detto:

    Congegni onirici[..] Gli scrittori sono i congegni onirici della razza umana. La narrazione agisce su di noi nello stesso modo dei sogni. Ha in comune con essi lo stesso carattere fantastico. Sogni e narrazione hanno entrambi la capacità nascosta di alterare la real [..]

  4. cervellatore ha detto:

    Per liberare la razza umana, ammesso che sia possibile, è necessaria una conversione generale, da una vita spesa inutilmente nella modalità dell’avere, ad una spesa utilmente nella modalità dell’essere. ( vedi E. Fromm). Gli scrittori sono molto utili a questo proposito quando responsabilmente si assumono quest’ onere. Scrivendo bene ed essendo veritieri testimoni possono far si che accada la magia: le parole non più cose e la narrazione esperienza condivisa. Ci si può avvicinare a questa meta e si può andare anche molto vicino se lo scrittore è davvero bravo ma, non si può pretendere di più. Accontentiamoci. Comunque è un passo avanti nel cammino necessario per la Liberazione.

    Grazie per la segnalazione dell’autore Ben Okri

  5. utente anonimo ha detto:

    utente anonimo perchè non ho registrazioni, comunque sono Edoardo di Vimercate (MI). Avevo letto di questo blog, e volevo solo lasciare una mia personale e banale recensione sul libro “Strada provinciale tre”. Ho fatto fatica, quasi innervosito per tutte quelle (inutili) descrizioni riportate nelle prime 50 pagine. troppe, davvero troppe e poi tutte quelle situazioni assurde, poco credibili…insomma ho mollato il libro a metà e se devo essere sincero non lo consiglierei ad un amico. tutto qui. grazie

  6. utente anonimo ha detto:

    Edoardo, per non cosigliare un libro ad un amico occorre grande coraggio ed enorme conoscenza di se e degli altri. Ti invidio davvero tanto. Mi piacerebbe approfondire con Te l’argomento. Io non regalo mai libri se non espressamente richiesti ma certamente non faccio fatica a cosigliare quelli che mi sono piaciuti.( L’ultimo che mi piaciuto moltissimo è l’ ULISSE di Joice, Te lo cosiglio.) Non sarei però assolutamente in grado di sconsigliarne alcuno.
    Se vuoi parlarne: cervellatore@yahoo.it
    ciao

  7. Achille81 ha detto:

    Bentornata….
    P.S: ti faccio domande più spesso…sei una specie di bibliografia vivente 🙂


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