lago              Lago di pratignano, foto di P.

Forse, come alcuni amano sentirsi parlare, io amo sentirmi scrivere?

Ludwig Wittgenstein, Movimenti del pensiero, Diari


Via, nell’eremo, per tre giorni. Niente rete, niente telefono, niente cellulare. Una pila di libri, una di taccuini, un dizionario, tre ricette da sperimentare nelle pause della traduzione che sto per finire. Spero in una tempesta. Ho voglia di bianco, e di quel silenzio particolare che scivola sulle cose insieme alla neve. Un silenzio che assomiglia a quello che si produce a volte – volte benedette– dentro la testa, mentre si scrive.
Annunci

25 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    su questo libro di L.W. – ereditato da V, anche se non intenzionalmente da parte del legittimo possessore, o forse sì, non ricordo- c’è -tra i tanti- un appunto a matita, su quella frase che ho riportato: una linea dritta che cancella ‘Scrivere’ e lo sostituisce, in stampatello, con ‘Pensare’. Ma no, V, scrivere e pensare non affatto sono la stessa cosa.

    ghiaccioblu

    S.

  2. utente anonimo ha detto:

    un flusso è un flusso, forse è maggiore il fascino del pensare che non quello dello scrivere, anche se tra i due il secondo è più vicino all’azione, ma un pensiero, per quanto inutile è ancora passionalmente innocuo se non tradotto in parola, di sicuro più silenzioso e più libero, un beato niente solo del suo soggetto, riproducibile e modificabile a piacimento, un’ombra segreta e una risata fatta ad altri che ti chiedono il motivo…
    Scusate, non è niente.

    Sto con V

  3. utente anonimo ha detto:

    provo una fortissima attrazione per te. sincera, perchè non ti conosco.
    se ti conoscessi, forse starei lontano.
    ma non ti conosco, e ti amo. e non capisco. non capisco e ti amo.
    ti amo perchè non capisco.
    ti amo perchè hai paura, e io l’ho capito.
    ti amo perchè so che stai male.
    ti amo e delle offese mi nutro.
    l’avversione di ciò che respira sarà il mio respiro.
    ti amo senza averti letto. la gente ti sopraffa, dio quanto ti sento.
    sei il mio amore e sei la mia morte.
    più di questo non posso chiederti.
    più di questo non puoi chiedermi.

    Stefano -bologna-

  4. utente anonimo ha detto:

    scrivere, così come parlare, significa fissare dei pensieri, dar loro una forma, riconoscere la bellezza di una qualche idea , e decidere di portarla fuori. sentirsi scrivere non è sentirsi pensare, nella scrittura c’è qualcosa di più definitivo, ci può essere questa sensazione, di fermare un attimo, un pensiero, e forse anche liberarsene. i pensieri continuano a muoversi, invece. sentirsi scrivere, lo sto sentendo, in questo momento, in cui scrivo cose con la paura che siano troppo definitive, finite, con la paura che non siano esatte, non abbastanza, come lo sono tutte le cose, con la speranza che non lo siano mai, che non lo possano essere. e forse per questo comunque sempre vicine ai pensieri.

    giuseppe

  5. Achille81 ha detto:

    pensare quando si scrive è come rifare il letto mentre si scopa…scusate la volgarità 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    il libro mi è sembrato mediocre, poi tutto questo strombazzare sul tuo blog di recensioni copia/incolla…quattro ragazzine che ti vengono dietro e ti fanno sentire una star, e tu che credi di essere la Sexton…abbiamo proprio perso il senso della misura.

  7. utente anonimo ha detto:

    dimenticavo: “nel libro c’è un eccesso di situazioni estreme”…proprio come scrive Repubblica oggi, “…gli effetti speciali in letteratura non si ottengono per moltiplicazione…”. Il tuo libro sta tutto in queste poche righe di critica.

  8. lilith70 ha detto:

    scusa anonimo se mi intrometto, ma se non ti piace il libro o l’autore basta non leggerlo, no?

  9. ghiaccioblu ha detto:

    utente anonimo1: appunto, la scrittura è più vicina all’azione. io preferisco chi tenta e fallisce a chi non si mette alla prova per paura di cadere. e comunque, la cosa che dicevo è che la scrittura – così come immagino la pittura o qualsiasi forma d’arte- ti trasporta fuori di te. in uno stato ‘altro’. pensare, non produce quello stesso stato, almeno non per me.

    utente anonimo 3(stefano): ti ringrazio per le belle parole… ma ti assicuro, non sto per niente male, direi che è il periodo migliore della mia vita… 🙂

    utente anonimo 4 (giuseppe): sì, la scrittura può dare la sensazione di annullare il tempo, più che fermare l’attimo, ti fa stare in un posto in cui tutti i tempi convergono.

    achille81: esattamente. diventerà il mio motto. (thankUfor all, ti scrivo in pvt)

    utente anonimo6: legittimo. ho postato due recensioni perché mi hanno fatto piacere, perché le hanno scritte due persone che stimo, perché mi pare che abbiano colto con attenzione molte cose del libro (e dunque della mia vita). non mi pare ci sia niente di male. ps quali ragazzine? ps2 Anne Sexton era una poetessa.
    utente anonimo 6e7: legittimo anche questo. ma il punto è, cos’è che ti rode? (naturalmente, la domanda è retorica e non desidera risposta).

    s.

  10. utente anonimo ha detto:

    devo dissentire perchè se c’è un luogo in cui scrivere dovrebbe trasportare è soltanto più dentro se stessi, nell’intimo, io trovo buona anche la ginnastica o il camminare, il lavoro o il canto, respirare o ascoltarsi farlo, mah…a ciascuno il suo. Domenica pioggia di marchette tv sul tuo sp3, tutto a raitre, a per un pugno di libri e anche a parla con me. Adoro leggere le rasoiate velenose degli altri anonimi, come se fossero le vendette di cuori spezzati, cuori che hai spezzato tu, soprattutto non volendolo. Miao.

    u.a.1

  11. ghiaccioblu ha detto:

    u.a.1 che piccoli cuori devono avere se si lasciano spezzare da una recensione marchetta. 😉 comunque, sono d’accordo con te e insieme no: d’accordo perché anche nuotare, camminare, cantare eccetera trasportano in un luogo altro, in disaccordo perché non credo che quel luogo altro sia ‘più dentro se stessi’, anzi…fuori, fuori…lontano, lontano…

  12. lilith70 ha detto:

    ma che hanno tutti sti anonimi che gli rode il culo?
    bah.
    l’invidia è davvero una brutta cosa.

  13. carrino ha detto:

    abbastanza ugly fare interventi in anonimato.
    se poi l’intervento tende a essere polemico ecco che l’anonimato diventa volgare.

    non comrpendo. che male c’è a dire la propria identità quando si crede nelle parole che si dicono?
    cosa si teme? di precludersi qalche siparietto?

    forse è per questo che sono uno dei più odiate del web…:))))

    simona ho finito il tuo libro.
    per adesso ti dico grazie.

  14. utente anonimo ha detto:

    Trovo che Simona Vinci abbia talento. La seguo e la leggo dal suo primo “Dei bambini” con immutata ammirazione.
    Però non sono, purtroppo, una ragazzina.
    Ho settantatré (73) anni.
    Mirella

  15. utente anonimo ha detto:

    Ciao cara Simona, innanzitutto
    il libro non vedo l’ora di leggerlo, vuisto che quelli letti finora mi son piaciuti parecchio.
    Devo però dire che dietro ai commenti velenosi degli anonimi (non capisco nemmeno queste definizioni blogospheriche.. anonimi loro?!?! perchè ‘devils trainers’ è un nome e cognome? ‘lilith ’70’ ci dice qualcosa di preciso su chi usa quell’acronimo?!?!) non ci leggo solo invidia o rodimenti di culo, trovo che vi sia una più che giustificata noia della paccotiglia letteraria che gira e del libro o peggio della scrittura fatta a prodotto. In molti per attaccare le facili idolatrie (spesso insulse) si scatenano contro ogni persona che riesce a farsi pubblicare (sbagliando ovvio).
    In generale dunque trovo comprensibile e persino auspicabile, in taluni più ponderati e analitici casi, che ci sia voglia di tirar giù dai piedistalli, coloro che occupano certe posizioni, in questo mondo intellettuale, mai così ‘commercio’.

  16. hubrys ha detto:

    mi fate un riassunto del libro così decido se è bello oppure no?
    presempio mi hanno fatto il riassunto del primo libro della gambetta ed era molto bello, poi mi hanno fatto il riassunto del terzo e non ho capito la trama.
    scusate l’analfabetismo (se mai mi impareranno a leggere leggerò solo libri di autori maschi il cui nome comincia con Pete e finisce con r)

  17. hubrys ha detto:

    firmato: utente anonimo numero 17 e 18.

  18. utente anonimo ha detto:

    utente anonimo 16: forse sarebbe meglio preoccuparsi di altre idolatrie, valà. gli scrittori sono l’ultimo dei problemi, chi è che se li fila?

    senta Hubrys, vadaviaiciapp (come dicono a Milano), chissà, forse per quando te impari a leggere forse l’autore maschio di nome Pete r sarà riuscito a buttar giù una sinossi di sp3. se muore qualcuno vuoi saperlo prima oppure no? :-PPP

    ghiaccioblu

  19. lilith70 ha detto:

    il signor hubrys se li fa raccontare tutti, i libri.

  20. utente anonimo ha detto:

    Ciao Simona, idolatrie è fin troppo forse hai ragione. E’ il solo fatto di chiamare scrittori o intellettuali molti tuoi colleghi che appare fin troppo indulgente.

    utan16

  21. Achille81 ha detto:

    se qualcuno deve essere ringraziato sei tu…bacetti…

  22. DevilsTrainers ha detto:

    hubrys, sapevo che eri homo di gran gusto.

    Pete r

  23. hubrys ha detto:

    come avete fatto a riconoscermi?

  24. DevilsTrainers ha detto:

    per via del tuo nick-name con avatar con annesso link al tuo gustoso blog. con.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...