Nel mio elegante condominio -quartiere S. Stefano, piccola stradina nella quale soggiornò a lungo Giacomo Leopardi quando si tratteneva in città (e la città è Bologna)- oggi il lieto evento: dopo giorni e notti di quello che molti hanno definito gelo siberiano, è stato infine acceso il riscaldamento centralizzato. 22 gradi. Maglietta e pantaloni estivi, altrimenti si rischia un collasso cardiocircolatorio. La mia coinquilina, architetto e dunque edotta in cotali questioni, sostiene convinta che questa è la legge: in casa devono esserci venti gradi (con tolleranza per due gradi in più). Alle mie proteste indignate riguardo l’inquinamento ambientale causato dall’eccesso di riscaldamento non si degna di rispondere. Guarda che le normative di altri paesi europei sono più restrittive, le ho detto già l’anno scorso, e quello prima ancora. inutile che mi ripeta anche quest’anno. Venti gradi. E sia. Io intanto sudo, impreco, spalanco le finestre nonostante l’influenza, e mi viene l’acidità di stomaco. Perché non possiamo metterci un maglione in più invece di girare per case e uffici in canottiera e senza calze? Qualcuno mi sa rispondere? Io sogno un mondo in cui la gente si accontenta di diciassette gradi, si mette le calze di lana e accende il camino. La mia trasferta in città non credo durerà molto a lungo: Babe rivuole la campagna, Heidi vuole un nido sui monti. E andatevene tutti affanculo.

Nel frattempo, altre cose di cui si parla poco, distratti da veltronate e da kakate: 1) nuvole nere sulla Pianura Padana. 2) Due suicidi a distanza di due giorni nel Cpt di Modena: forse che adesso qualcuno si accorgerà che il tema Centri di Permanenza Temporanea per Stranieri senza Permesso di Soggiorno non è una bandierina da sventolare verso la sinistra estrema, ma una cosa seria, una cosa che riguarda la vita (e la morte, in questo caso) di esseri umani?

Oggi mi sono svegliata così. Alle 19, nonostante il raffreddore, sarò dove devo essere, alla libreria Modo Infoshop di via Mascarella a presentare Rovina. Fose per quell’ora, alla decima compressa di propoli effervescente, mi sarò placata.

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19 commenti on “”

  1. liseuse ha detto:

    Concordo al 100% sul riscaldamento! Io ho il riscaldamento centralizzato, purtroppo, in un condominio di mummie stizzose: da due giorni ci sono i tropici. L’anno scorso, che praticamente non c’è stato inverno, il 15 ottobre tutto acceso comunque, anche se fuori si stava bene senza giacca. E’ uno schifo, e non soltanto perché dobbiamo pagare l’ira di Dio, ma perché è uno spreco scandaloso.

  2. patrickc ha detto:

    E’ grottesco. Sprechiamo combustibili non rinnovabili e inquiniamo cercando in pratica il gelo in estate e il caldo tropicale in inverno invece di mettere una giacca in più o in meno. Talvolta mi viene da sperare che i rubinetti del gas e del gasolio ce li chiudano davvero.

    p.

  3. DevilsTrainers ha detto:

    patrickc, stai mellifluamente e nascostamente citando un romanzo ancora inedito.
    ti querelo.

    (peter dice a heidi “il nido è ricoperto di piume”)

  4. lilith70 ha detto:

    dillo anche allo zio! 22 gradi che mi hanno atto venire il mal di testa! hai ragione.

    (i propoli servono come l’acqua fredda per sciogliere il grasso)

  5. cloudboy25 ha detto:

    Io ho il riscaldamento autonomo, per fortuna, il che significa che gelo tutto l’anno per fare economie. Però…calzettoni, tre strati di maglie, copertina fanno molto bhoeme secondo me. Con l’immancabile gatto a farmi compagnia, ex randagio e sofferente di alitosi, e il suo compagno cieco e senza mezza bocca. Ho la poltrona, la scrivania e la lampada che fa una bellisisma luce rossa. Il termosifone lo accendo quando proprio serve (buona presentazione, speriamo che la propoli faccia effetto…).

  6. zeev ha detto:

    cloudboy: hai proprio ragione. Anch’io ho il riscaldamento autonomo ed è un altro vivere. Sarà perché a me il freddo piace. Però il mio gatto preferisce decisamente il caldo.

    Simona: cambia casa 😉

  7. ghiaccioblu ha detto:

    Liseuse: mummie stizzose anche nel mio condominio, ma pure frotte di studenti, che è pure peggio, le mummie almeno vanno a letto presto e non fanno cigolare i letti.

    pat: sì, me lo auguro anch’io. Quando l’anno scorso la Russia ha ridotto le forniture ho esultato, i son detta ci siamo, adesso toccherà riflettere sulla questione seriamente…poi gli allarmi rientrano e tutto torna come prima…vuoi venire anche tu a vivere in un borghetto autogestito in mezzo ai monti?

    Heidi dice a Peter: non strappare le piume dal culo dei poveri uccellini che hanno inventato il pile, cazzo!

    lilith: propoli forever. non serve a nulla ma mi fa sentire in pace con la coscienza.

    cloudboy: quella che descrivi è la mia vita, fino all’anno scorso. Ora ho il riscaldamento a pavimento, una caldaia condominiale che è costata un cifra inimmaginabile e il mio gatto vive a pensione altrove che qui non c’è un giardino e lui si deprimeva.

    zeev: credo che cercherò di alternare: civiltà-eremo. Ci sto lavorando.

    s

  8. EnricoNDP ha detto:

    Concordo in pieno su quanto dici a proposito di traffico e uso della macchina. Un uso “ideologico” e non razionale, e l’assurdità la si nota ancora più nelle città medio-piccole che nelle metropoli.
    Se a Roma può essere necessaria, a Bologna (e a maggior ragione nelle cittadine da 50.000, 20.000, 15.000 anime) l’auto potrebbe essere impiegata di rado, quando proprio è indispensabile. Bisognerebbe prendere l’auto così come si prende l’aspirina – ogni tanto, se proprio si deve.
    Eppure, molta gente si sente “insultata”, sminuita al solo pensiero di salire su un tram o – eresia! – all’idea di scuotere un po’ quelle grasse natiche, e camminare.

  9. zeev ha detto:

    e pensa che io non ho neanche la patente…

    Temo che questo mi escluda anche dagli eremi in campagna/collina/montagna.

    Forse Venezia o una grande città con un buon sistema di trasporto pubblico (es. Londra o NYC) potrebbero andare bene per me ;-))

    Intanto qui a Bologna mi sposto a piedi, in autobus, in bici e in taxi.

  10. ghiaccioblu ha detto:

    EnricoNDP: è una percezione sbagliata di cosa sia la libertà, io mi sento molto più libera a non dovermi preoccupare di assicurazioni, manutenzione, parcheggi, traffico. Quella contro l’inquinamento è una battaglia che deve partire dai singoli cittadini dato è sulla nostra pelle che si combatte.

    zeev: volendo agli eremi ci si arriva con le corriere. e camminando.

  11. EnricoNDP ha detto:

    D’accordo al 101%.
    Stai parlando con uno che sta a Milano e ha rinunciato all’auto
    🙂

  12. utente anonimo ha detto:

    provare a rinunciarci in una piccola provincia del ricco nordest…
    Atleti dello snobismo, ma al mercato e alla fattibilità chi ci pensa?

    provate voi in un centro con meno di diecimila anime lontano da sé!

    Nessuna gara, ma gustosa realtà omaggio per tutti, venghino, venghino…

  13. EnricoNDP ha detto:

    Per me non è questione di snobismo, ma di semplicità e buon senso.
    Infatti, nel commento sopra dicevo che l’ideale sarebbe un uso misurato e pensato della macchina, non un bando tout court. Nessun dubbio che se ti devi spostare, da un piccolo centro all’altro, senza la macchina non hai alternative. Però proprio nei piccoli centri c’è un sacco di gente che prende il suv per andare da casa sua al bar, distanza in linea d’aria 120 metri. Però vedo che se solo si prova a dire “usala un po’ meno, l’auto”, subito arrivano reazioni isteriche.

  14. DevilsTrainers ha detto:

    sì. per iniziare poi basterebbe scegliere auto a metano. il metano è a emissione zero… solo anidride carbonica. se fossero obbligatorie in città ci sarebbe l’aria migliore che a roncobilaccio, che è in mezzo ai boschi…

    p.

  15. utente anonimo ha detto:

    si riesce a camminare solamente anche nei piccoli centri del nordest, il problema non è il presunto bisogno, ma il metodo, sempre…
    Si può avere il tetto completamente fotovoltaico, ma se non spegni la luce quando esci da una stanza c’è ancora molta strada da fare.
    E ai cari Milano, Firenze e Bologna che suppliscono col taxi in centri già pluriserviti, beati voi che ve lo potete permettere!
    Le reazioni isteriche sono solo di chi non riesce a togliere, se persino Bush si è speso contro i SUV non si è certo in buona compagnia.

    La Guerra del Kippur

  16. ussarothinking ha detto:

    nel mio elegante apaprtamento : credo non poptesse essere altrimenti 🙂

  17. utente anonimo ha detto:

    con quattrocento euro al mese, caro ussaro -la tariffa standard di una singola a Bologna- puoi venirci a vivere anche tu.

    ghiaccioblu

  18. utente anonimo ha detto:

    invece di aprire finestre e girare in calzoncini bastava che chiudessi le manovelle dei termosifoni… 😉 -a volte- le soluzioni sono semplici…
    mardou

  19. utente anonimo ha detto:

    non è così semplice: il riscaldamento è a pavimento.

    🙂

    s


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