rovina

Ecco, Rovina è pronto. Sarà in libreria dal 16 ottobre. Qui la scheda. Presto l’elenco delle presentazioni. Ora sparisco per tre quattro giorni che ho bisogno di silenzio, niente umani attorno e soprattutto niente gas di scarico. Prometto: quando torno, rispondo a tutti quelli che mi stanno cercando.
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17 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    Non vedo l’ora di leggere il tuo nuovo libro. Stanza 411 ha lasciato un segno. Lo presenterai a Roma? Roberto

  2. lilith70 ha detto:

    uno te lo porti dietro di umano, però.

    🙂

    buon fine settimana. (anche a l’altro umano, va’ là)

  3. utente anonimo ha detto:

    il titolo non è originale, l’ho già sentito al plurale.
    alda

  4. utente anonimo ha detto:

    beh sì, anche tutto il resto.
    da scheda e titolo si direbbe un libro di Vitaliano Trevisan.
    Scusa Simona, ho amato Stanza 411,
    ma questa cosa in qualche modo mi disturba.

    Gabriella

  5. Achille81 ha detto:

    ma almeno leggeteli i libri…prima…

  6. utente anonimo ha detto:

    Finalemnte ti leggerò ancora. Non vedo l’ora. Questo e anche l’altro. Mi fa sorridere chi si dice disturbato dal titolo e dalla scheda perchè pensa a V. Comunque…
    Anche io sto in ritiro…con un dito fratturato e l’amore che si prende cura di me…
    Ti abbraccio, B.

  7. cloudboy25 ha detto:

    È già stato scritto tutto… basta soltanto saperlo reinventare.

    Buona vita al tuo nuovo libro Simona.

    L.

  8. utente anonimo ha detto:

    A parte il fatto che se un libro disturba già dal titolo o dalla scheda mi sembra solo un ottimo segno, per il resto andare in libreria a comprarlo sarà una buona ragione per uscire di casa, dopo tanti giorni…

  9. utente anonimo ha detto:

    Spiego meglio il senso di disturbo.
    Ho amato profondamente anche ogni libro di Trevisan e il suo progetto Rovine. Tanto che, leggere la notizia dell’imminente uscita di questo libro, mi ha fatto sentire derubata personalmente. Sarà ridicolo ma così è.
    Ovvio che spero di avere impressione differente dalla lettura del libro.

    Gabriella

  10. utente anonimo ha detto:

    con tutta la stima per trevisan, il suo sito ruins è “invisitabile”: rozzo, esteticamente proprio bruttino.
    nessuno ha dubbi invece rispetto alla bellezza anche estetica di un libro di simona.
    infine, gabriella, non so quanti anni tu abbia, ma trovo molto infantile, sorpassata, l’idea di sentirsi usurpati persino di cose che NON ti appartengono (io stessa ho sperimentato qst schiavitù). trovo invece più interessante, e utile, e intelligente, e adulto, cercare di capire se esiste davvero un filo conduttore che accomuna uno scrittore a un altro, in qst tempo, e perché. in fondo è anche qst la funzione della letteratura: testimonianza, sguardo sul proprio tempo. se la rovina è un sentimento di molti, significa che fa parte di uno zeitgeist. e credo che verdenero, tutta la collana, ne sia un segno.

  11. ValentinaD ha detto:

    sull’infantile sono d’accordo, per cui me lo prendo e me lo porto a casa.
    anche sul riflettere sul perchè la rovina sia sentimento di molti, per cui direi che ti ringrazio, chiunque tu sia.

    gabriella

  12. KingOfPumpkins ha detto:

    complimenti! Sono impaziente, ho voglia di leggerlo! Un abbraccio 🙂

  13. ghiaccioblu ha detto:

    Wow, una lieta notizia!
    Spero verrai anche nella mia città.
    Sono così entusiasta.
    Hai piantato un fiore meraviglioso nel mio cuore.
    Un abbraccio.

  14. ghiaccioblu ha detto:

    Roberto: sì, credo che lo presenterò a Roma anche se non so ancora quando.

    lilith: 😉

    Alda: il titolo infatti non è originale, ma l’ho fortemente voluto lo stesso perché mi pareva quello che, in una sola parola, riusciva ad arrivare dritto al punto.

    Gabriella: non saprei cosa risponderti…quando avrai letto, mi dirai…tra l’altro, anche io ho amato molto il progetto Ruins che ho trovato in rete prima ancora di sapere chi fosse V.T. e di averlo letto…ti dico la verità, non ci avevo però assolutamente pensato…evidentemente, ci sono cose che lavorano in profondità, a un livello inconscio…come vedrai se ti capiterà in mano il libro, il titolo viene da due citazioni accostate, una di Nathaniel Hawthorne (nei taccuni americani, un appunto di un possibile racconto che poi H. non ha mai scritto e sul quale mi sono inizialmente basata per costruire i personaggi), e una di Antonio Cederna. In ogni caso, la penso precisamente come l’anonimo e conoscendo Trevisan, come persona e come autore (che continuamente riscrive Beckett e Berhard,ad esempio) credo la pensi anche lui allo stesso modo: nella scrittura si usa tutto, si riscrive continuamente, e le voci, la nostra e quelle di altri, si intrecciano e fanno coro.

    un saluto a tutti gli altri.

    s.

  15. utente anonimo ha detto:

    B. sappi che quando sono a Bo dormo spesso nel “tuo” letto (i nuovi inquilini al piano di sopra rendono impossibile riposare nella mia stanza). Mi auguro che il tuo dito stia meglio e che l’amore sia sempre perfettamente accordato.

    Ti abbraccio e sono contenta per te.
    Ricordati quel Brunello di Montalcino, quando passi stappiamo, anche se sono le undici di mattina. 😉

  16. Eliselle ha detto:

    Certo Simona, ho ben presente quanto V.T. deve a Bernhard e Beckett. Tra l’altro la penso così anch’io. Scusa la sgradevolezza del commento, dettato più da impulsività un po’ infantile, come diceva qualcuno che da altro.
    Sono anch’io impaziente di leggere il tuo libro.

    Gabriella

  17. Anonimo ha detto:

    curiosa di questa nuova opera


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