A Roma, al contrario che a Bologna, il cielo si muove sempre, e in questi giorni si è mosso tantissimo, e ha piovuto, e c’è stato vento e poi sole. La pietra rosa e rossa si è accesa di variazioni infinite. Anche se io, perlopiù, queste cose le ho guardate con la coda dell’occhio, dalle finestre, perché ero chiusa in casa a finire un lavoro. Oggi che riparto, qua fuori è sole estivo e azzurro smalto che comincia a velarsi. Vorrei riuscire a postare la copertina di Rovina, il mio romanzo breve per VerdeNero, che esce il 16 ottobre, ma estrarre un’immagine da un pdf è un’operazione che va al di là delle mie capacità da analfabeta informatico. Lo farò al più presto con l’aiuto di qualcuno, e aggiungerò il calendario delle presentazioni non appena ce l’avrò chiaro.

Al Museo di Roma in Trastevere, fino al 4 novembre, c’è questa mostra:

Abu Ghraib. Abuso di potere Opere su carta di Susan Crile

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untitled 2005, Susan Crile
Sono una serie di immagini  ispirate alle fotografie scattate dentro il carcere di Abu Ghraib e che nel 2004 fecero il giro del mondo. Se mi sia piaciuta o meno ancora non lo so. So che quei corpi bianchi – gesso su carta- mi hanno un po’ infastidita: come se la Crile gli avesse tolto peso, li avesse fatti diventare dei fantasmi senza volto e senza storia, sagome che ci sono e non ci sono, apparizioni. Le vittime, in queste opere, non hanno sguardo, occhi, espressioni: sono solo braccia, gambe, torsi, carne senza peso e quasi senza colore. Mentre le fotografie originali erano violente, pornografiche – esprimevano un’estetica della violenza nella quale siamo immersi, che è nostra, che purtroppo ci appartiene- qui, l’operazione di rarefazione corre il rischio di far dimenticare l’orrore di quell’abuso di potere, l’orrore di un corpo che violenta un altro corpo, in ogni modo possibile. La riduzione di un essere umano a cosa.
Comunque, queste sono solo impressioni volanti, segnalo invece un testo letto in rete qualche tempo fa e che mi aveva molto colpita: Cartoline da Abu Ghraib.
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5 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    Forse e’ proprio questo il senso dei disegni della Crile: l’eliminazione intima dell’uomo, la distruzione non fisica – il corpo rimane – ma del suo essere che pensa che vuole che sente che puo’; la riduzione, come dici tu, dell’uomo in cosa. La violenza? La violenza era il modo, questi sono i risultati. Restano corpi, senza sangue.

  2. utente anonimo ha detto:

    leggo che sei, o sei stata a roma. addirittura a trastevere, il mio quartiere. fatti sntire, dammi uns egno. adesso o la prossima volta. b.s.

  3. ghiaccioblu ha detto:

    utente anonimo: può darsi, certo, che il senso sia quello…lo stesso – a parte il fatto che mi sfugge il senso dell’operazione, mi pare una roba d’occasione, fatta apposta per far parlare di sé. Non a caso, questa artista ha fatto anche una serie dedicata al 11 settembre…-, dicevo, lo stesso, levare sangue e peso è levare il dolore d quelle persone. una cosa intellettualizzata e concettuale che invece di far sentire empatia e dolore, stranisce e lascia perplessi. mah.

    b.s. porca miseria! sono di nuovo a Bologna, la prossima volta -tanto a Roma vengo spessissimo- ti avverto prima, così ci incontriamo, mi farebbe molto piacere, davvero.

    s

  4. VortiK ha detto:

    “i corpi sopravvivono anche mutilati”
    … non solo, anche le anime sopravvivono mutilate col semplice vantaggio che non si lasciano vedere… solo quando ci si mutila troppo o si viene mutilati troppo l’anima restituisce allo specchio una sagoma di polvere…

  5. Achille81 ha detto:

    e simona è come il cielo di Roma…si muove sempre…in forma di cirro o di nembo mi piacerebbe che piovessi un pò più spesso da queste parti ( la magnolia sul mio terrazzo soffre terribilmente questa siccità) :-)…un bacio…davide


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