woven_childLouise Bourgeois- The Woven Child 2002
(photo Christopher Burke)

Era da mesi che non lo vedevo, gli ho chiesto: stai lavorando? Lui ha sorriso. Cosa vuoi che faccia? Lo sai, com’è. Sì che lo so, com’è. Ogni volta che hai portato a termine qualcosa, l’istante dopo ti stai già domandando: e adesso? Adesso che si fa? Forse, gli ho detto, bisognerebbe avere dei bambini, tanti bambini, se hai dei bambini, c’è qualcosa che ti tiene sulla terra, c’è un tempo scandito, non solo la febbre. Ha sorriso di nuovo: testa e corpo corpo e testa, ci vogliono tutti e due per fare i bambini, lo sai. E io ho detto, forse no. Basta il corpo, la testa arriva dopo. Poi una piccola piuma bianca mi è caduta sul palmo della mano mentre andavo. Sotto la luce rosata del portico, in Strada Maggiore, anche la piuma sembrava rosa. L’ho stretta tra le dita, ho sorriso. L’ho immaginato nel suo studio, di spalle, come una volta l’ho fotografato, davanti a un suo quadro molto grande. Le fotografie attaccate ai muri, il profumo dell’incenso, le tazze di tè ormai vuote, la sera che arriva all’Esquilino e riempie di ombre le strade. Nel quadro, c’erano una donna e una bambina.

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7 commenti on “”

  1. bagar ha detto:

    Non c’erano cosa che volevi scrivermi? Io sempre aspetto…
    b.

  2. utente anonimo ha detto:

    Avevo letto tre dei suoi libri e non l’avevo mai vista prima. Non sapevo se fosse davvero lei quando le ho chiesto il suo nome.
    Siamo usciti per fumare una sigaretta. Mi ha lasciato il suo bicchiere di prosecco, come se fossimo vecchi amici, invece ci conoscavamo da appena un minuto.
    Sì, abbiamo parlato del vuoto che lascia un lavoro finito.
    Abbiamo parlato dei bambini, di averne, di non averne, e quando le ho chiesto se ne vorrebbe, ha detto qualcosa del destino alzando per un momento la mano con uno schiocco delle dita.
    Non credo che basta un corpo. Il corpo ha bisogno di un sogno, di quel sogno lì, di stare insieme nella luce rosata, leggeri come una piuma, di avere l’altro vicino, anche solo di spalle, di riempire le tazze di tè.

  3. ducamimmo ha detto:

    quello che hai appena

  4. ducamimmo ha detto:

    scusa ho sbagliato… riprendo…
    ciao simona sono ilduca mi ha fatto piacere conoscere una persona solare come te. quando vuoi ciattare con me io sono qui ciao e spero di rivederti anra.ciao dal duca

  5. erremme ha detto:

    scritto bene..
    roberto

  6. utente anonimo ha detto:

    ciao simona, avevo voglia di leggere qualcosa di tuo… un saluto, beppe s.

  7. ghiaccioblu ha detto:

    barbara: sì. sono una specie di trottola impazzita in questi giorni, ho chiuso due libri contemporaneamente, non riesco neanche a scrivere la lista della spesa….aspettami che arrivo.

    utente anonimo: (che per me non sei anonimo) è stato un bellissimo incontro. grazie. ti scrivo presto in privato: ho letto. ho visto. mi sono emozionata.

    ducamimmo: un piacere anche per me, pure se io ‘solare’ non mi sono mai sentita… 🙂 ci vediamo presto e tu continua con le avventure del vampiro…

    roberto: grazie!

    beppe s. : quest’estate ho letto il tuo libro (non posso dire ‘ultimo’ perché ultimo non è…ma insomma…) l’ho riempito di segni e di orecchie…vengo a trovarti da te…

    simona


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