Tornata. Dopo tre mesi in cima a una scogliera a picco sul mare dove il massimo del disturbo sonoro è causato da: motoscafi e gommoni in lontananza il sabato e la domenica, turisti che leggono ad alta voce la lapide commemorativa del passaggio di Giuseppe Garibaldi in quel di Talamone durante l’impresa dei Mille, gatti in amore o in battaglia, bambini indemoniati, la città è uno shock. Motorini macchine furgoni clacson serrande alzate-abbassate ascensori televisori accesi telefoni fax portoni e portiere sbattuti condizionatori autobus.Un inferno di inquinamento acustico. E gas di scarico che saturano l’aria.

La domanda con la quale mi sono addormentata e con la quale mi sono svegliata è: perché sono qui?

Evidentemente i miei non sono deliri da prepensionata con l’odio per l’umanità visto che in Inghilterra è appena uscito questo saggio che si spera farà discutere: Manifesto for silence del Prof. Stuart Sim. Dove si afferma che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l’individuo. L’aveva scritto già Ivan Illich nel suo Il silenzio è un bene comune.

Perché ho l’impressione che ci faccia schifo tutto quello che appunto è bene comune? Di cos’é che abbiamo paura?

Tra qualche settimana dovrei partire per New York…confesso che in questo momento darei qualsiasi cosa per  poter cambiare rotta e dirigermi invece verso la Scandinavia. Sogno l’Isola norvegese di Faro, dove abitava – e presumibilmente taceva-  Ingmar Bergman.

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11 commenti on “”

  1. VortiK ha detto:

    Già è strano come il caso giochi… a volte.
    Proprio oggi Sentivo questa necessità.
    Il silenzio è un bene ma a volte una necessità.
    Necessità.
    Quando hai troppo rumore dentro.
    O quando hai troppo silenzio dentro.
    Cerchi solo, semplice, puro, silenzio.
    Silenzio per non ascoltare più nulla che sia dentro o fuori di te.

  2. lilith70 ha detto:

    ciao… bentornata. io sono depressa. tant’è. :-)))

  3. utente anonimo ha detto:

    Un mio amico da un paio d’anni si è trasferito proprio sulla collina di fronte, e ne sta ricostruendo la storia degli ultimi cento anni. Di quando ci stavano i tedeschi e a guerra finita quando gli sfollati occuparono caserme e stalle,di quello che comprò la torre di talamonaccio, di un’antica famiglia caduta in disgrazia per debiti. Io dico sempre: questa estate non ci torno, ma poi finisco sempre per passarci almeno un mese.
    a.

  4. ghiaccioblu ha detto:

    lilith: seee, depressa, te sei già in astinenza…te lo dico io… 🙂 ps tanto nel fine settimana vedi me e ti passa.

    a.
    beato il tuo amico…(ma per collina di fronte intendi l’Argentario? oppure Montiano?) anche io comunque tutti gli anni dico così poi va a finire che…strano che non ci siamo mai incrociate, la prossima volta, magari…

  5. ghiaccioblu ha detto:

    vortik:
    Il silenzio è il mio stato naturale. E quello che mi piace di più, insieme al silenzio della lettura, è il silenzio subacqueo.

    s

  6. utente anonimo ha detto:

    La collina con la spiaggia di Bengodi, tra dove si allenano i surfisti e il fiume Osa. (ho capito dove abiti, dei miei amici quest’estate hanno bussato alla tua porta perché c’era un gatto che miagolava disperato)
    a.

  7. DevilsTrainers ha detto:

    il Gatto Sdiar. anche qui.

    è destinato alla fama…

  8. VortiK ha detto:

    il silezio è ombra.
    Il silenzio è vuoto.
    il silenzio è assenza.
    Credo sia una neutralità. Un foglio bianco.
    Una terra di confine, un limite non delineato.
    Uno specchio che non riflette.
    Il silenzio è ascolto. Intimo… una condizione per la quale
    si è costretti con se stessi.
    E’ paura. ma anche gioia.
    E’ purificazione.
    L’antefatto della creazione.
    Prezioso germe di ogni emozione.
    Il silenzio della lettura. Un silenzio apparente.
    Il silenzio sub-acqueo. Avvolgente e materno.

  9. cloudboy25 ha detto:

    Io voto la crociera tra i Fiordi. Crociera nel senso letterale del termine. Non in quello pubblicitario e commerciale. 🙂

  10. ghiaccioblu ha detto:

    Vortik: grazie per le tue parole.

    cloudboy:ce sto a provà, ma credo che in cargocrociera, per l’appunto, sarò costretta a dirigermi verso Manhattan.

  11. AleVettorato ha detto:

    uh – che bell’immagine di Bergman che taceva nel faro – uh!!!!!!!!


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