Il quarto comandamento

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"Nella maggior parte delle culture e delle religioni è profondamente radicata la tradizione del sacrificio dei bambini, che anche la nostra cultura occidentale sostiene e tollera con la massima naturalezza. Ovviamente, non sacrifichiamo più a Dio figli e figlie sull’altare, come Abramo e Isacco, ma fin dalla nascita e durante tutta la loro educazione assegnamo loro il compito di amarci, onorarci e rispettarci, di compiere azioni a nostro favore e soddisfare il nostro orgoglio…Diamo a tutto questo il nome di decoro e morale. Quasi mai il bambino può scegliere. Talvolta si sentirà costretto per tutta la vita a offrire ai genitori qualcosa di cui non dispone e che non conosce, non avendone mai fatto esperienza con loro…Sarà uno sforzo che durerà per sempre, poiché anche da adulto sarà convinto di aver bisogno dei genitori e, nonostante le ripetute delusioni, spererà di ricevere da loro qualcosa di buono…Il desiderio imperioso di molti genitori che vogliono essere amati e onorati dai figli trova apparente legittimazione nel quarto comandamento…(Allo stesso modo)…riteniamo di dover amare Dio affinché egli non abbia a punirci del nostro rifiuto e della nostra delusione e ci dia in premio il suo amore che tutto perdona….Forse che questa non è una rappresentazione del tutto grottesca? Un essere superiore che dipende da sentimenti artificiosi, in quanto imposti dalla morale, ricorda molto da vicino la miseria dei nostri stessi genitori. Frustrati da piccoli e pertanto mai divenuti autonomi. Potranno chiamare Dio un simile essere soltanto coloro che non hanno mai messo in questione i genitori e la propria dipendenza da loro."

Alice Miller, La rivolta del corpo, I danni di un’educazione violenta

PS Educazione violenta non significa ovviamente soltanto l’utilizzo della violenza fisica (ad esempio le ‘punizioni corporali’) ma anche di quella psicologica: un ambiente familiare nel quale la violenza psicologica e il ricatto emotivo sono un sottofondo costante, si rivela egualmente devastante. Più mi guardo attorno, più mi accorgo di quante siano le vittime del Quarto Comandamento.

Di Alice Miller, fondamentale: Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé.

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8 commenti on “”

  1. lilith70 ha detto:

    prima!

    e ho già detto tutto :-)))

  2. utente anonimo ha detto:

    secondo,
    non pago al mercato libertà che già ho, sto sempre coi più deboli e con le donne che ci sono in giro…

  3. StephenAlbert62 ha detto:

    Come sempre la violenza più subdola e imperitura è quella che si radica ma non appare… e allargherei il discorso dall’ambito privato e familiare per allargarlo a una società, che condotta e plagiata dai detentori della ricchezza, ha oggi più che mai bisogno di un volontario e autoimposto tramandarsi dei principi di obbedienza e adesione ai suoi utili modelli…

  4. utente anonimo ha detto:

    …da cui nessuno può, volente o nolente, esimersi…
    l’eccesso di scelta equivale a nessuna scelta… ognuno armonizza il suo intorno come meglio può.

  5. Squiddino ha detto:

    Vorrei sdrammatizzare. Ieri mia figlia mi ha cazziato perchè ho spento il pc e lei invece deve monitorare l’ingresso in messenger del suo amico carino ! O tempora O mores – Penso che l’educazione nel 2007 abbia superato queste ancestrali dominanze sui pargoli. Se poi vuoi alludere alle devianze sessuali tanto di moda ai nostri giorni bhe allora hai ragione.

  6. ghiaccioblu ha detto:

    caro squiddino… io non credo…

  7. Conigliolo ha detto:

    Le violenze psicologiche sono uguali a quelle fisiche. Vero.

  8. soleterra ha detto:

    Anch’io ho letto il libro! insieme ad un altro sempre di Alice Miller intitolato “La persecuzione del bambino”. Mi piacerebbe discuterne un po’ insieme..
    Ciao!


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