GUMMO, di Harmony Korine. L’inizio.

Xenia, Ohio. Dopo un tornado. Il bambino con le orecchie rosa da coniglio sono io. Prigioniero in un cavalcavia protetto da reti, guarda i camion là sotto, spreca il tempo, che lì non c’è niente da fare, a parte guardare, e aspettare: non ci si può buttare, non si possono lanciare sassi alle auto in corsa, tutto quello che si può fare è lasciar colare sputi, fumare, aggrapparsi alle maglie e dondolare avanti indietro per vedere se il tempo passa. Abitavo in un paese di campagna. Non c’era stato nessun tornado, in pianura. Ma il tornado era dentro la mia testa, nella mia casa. Io lo so cos’è Xenia. Ci sono stata. E non so ancora se di lì si torna mai indietro.

Questo film è del 1997. Come il mio primo libro.(What we don’t know about children, l’edizione americana). A settembre, sono dieci anni.

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2 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    forse,insieme a crash di cronenberg,uno dei film più indecifrabili in circolazione(incertezze sul decennio trascorso?ti leggo perplessa).Ciao

    diamonds

  2. Damiani ha detto:

    ero solo un adolescente quando trovai per caso dei bambini non si sa niente e me ne innamorai.
    Adesso, alle porte della laurea (in lettere of course) non posso che farti gli auguri per questa ricorrenza decennale.

    ovviamente
    grazie.


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