CENSURA
#2

Andres Serrano Piss Christ

Piss Christ- Cristo di Piscia
di Andres Serrano

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9 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    “Alcune analisi di “Piss Christ” sostengono che l’opera sottolinea l’umanità di Gesù. Infatti, mentre alcuni vedono l’immersione nell’urina come un fatto degradante, altri la considerano un simbolo della connessione tra Gesù e l’uomo, in quanto ricorda all’ossevatore le fondamentali funzioni fisiologiche a cui qualunque uomo è soggetto”.

    mmmmmm… Posso dire che mi lascia molto, molto perplesso?
    Meriterebbe un lungo discorso, e secondo me la cosa non riguarderebbe direttamente il concetto di “censura”.
    E poi, se mi passi la battuta facile facile, sarei curioso di vedere un “Piss Muhammad”, uno di questi giorni, magari finanziato con fondi pubblici.
    Enrico

  2. utente anonimo ha detto:

    il piss christ fa parte di una serie di opere di andres serrano chiamata body fluids.. esistono molte altre foto totalmente slegate da icone sacre o da gesù cristo.. la sperimentazione tecnica della fotografia attraverso questi liquidi e la provocazione è la ragione di queste opere, ogni altro significato non ha a che vedere con le reali intenzioni dell’artista che sinceramente non penso abbia alcuna volontà di legare cristo agli uomini immergendo una sua statuetta di plastilina nelle sue urine..
    *xykwj*

  3. utente anonimo ha detto:

    x enrico la tua curiosità per il piss muhammad è anche la mia..
    ne farei una bella serie con ogni icona religiosa del pianeta..
    *xykwj*

  4. japa ha detto:

    incredibile-non-credibile
    come diventino tutti anonimi o decisamente dotti.quando si tratta di morale.
    appunto.

    forse chi separa.è già separato.

    c

  5. EnricoNDP ha detto:

    Japa: veramente qui nessuno ha pronunciato la parola “morale”. Non è che hai deciso tu, a priori, di vedere chissà quali fantasmi nei 2-3 commenti precedenti – tra cui il mio? (Ora mi sono registrato a Splinder, prima firmavo con nome e URL. Anonimo?).
    Ricordati però che il benpensantismo e il conformismo non dormono mai; cambiano, nel corso del tempo, il modo di manifestarsi e – a volte – gli oggetti a cui si applicano. Il benpensante di oggi magari dirà esattamente il contrario del benpensante di un secolo fa: anzi, dice esattamente il contrario di un suo omologo del secolo scorso. Ma lo fa mantenendo quella saccenza, quel compiacimento della propria superiorità e quell’atteggiamento per il quale gli anglofoni hanno una magnifica parola, “self-righteousness”.

  6. japa ha detto:

    quello di cui tu parli è appunto morale.
    che cambia.
    non l’etica.

    e il sentimento del sacro.ha a che fare con l’etica.

    ma chiedo sorry per la percezione di anonimo che non è passata correttamente..
    c

  7. EnricoNDP ha detto:

    Sì, credo di capire cosa intendi, e se capisco correttamente sono d’accordo 🙂
    Poi naturalmente si tratta di mettersi tutti d’accordo sul valore di certe parole – “morale”, “etica”, “moralismo”… Ma tant’è. Mi viene in mente un espediente usato da Kundera nell’Insostenbile leggerezza… A un tratto, interrompe la narrazione; spiega che i due protagonisti, anche quando pronunciano le stesse parole, in realtà ne danno un’interpretazione diversa, e fa seguire un piccolo dizionario di parole fraintese, in cui di ogni parola viene data l’interpretazione da un personaggio e dall’altro. Mi è piaciuto molto, e spesso sarebbe bello fare qualcosa del genere nella vita reale…
    Oh, ma questo non toglie che siamo tutti d’accordo – credo, spero – con la padrona di casa di questo blog nelle considerazioni che fa nel suo post.

  8. japa ha detto:

    capisco il gesto.
    mi sfugge la familiarità.

    ma è come la storia di due fratelli che camminano con lo stesso passo sulla riva.
    e solo uno di loro non ama l’acqua.

    c

  9. ghiaccioblu ha detto:

    la padrona di casa ama le provocazioni.
    meno le argomentazioni.
    (che lascia ad altri, più capaci di lei. che è lenta, ed ellittica).

    😉


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