orlan1The Body – borrows a Revolverorlandevil
He bolts the Door –
O’erlooking a superior spectre –
Or More

Emily Dickinson, C. 1863

Corpo io sono in tutto e per tutto. E anima non è altro che una cosa del corpo.
Friedrich Nietzsche

Sul Magazine del Corriere della sera della settimana scorsa, Camilla Baresani (scrittrice della quale quasi tutto ignoro, se non che appunto è una scrittrice, ossia che pubblica dei libri) nella sua rubrica intitolata SOPRACCIO’ (già il titolo mi risulta irritante), scrive queste  righe (che mi risultano immensamente irritanti):

"Continuano a morire donne che si sottopongono alla liposuzione. Un’altra è diventata cieca dopo una blefaroplastica, cioè un intervento estetico di riduzione delle palpebre. Un povero ragazzo di diciannove anni è morto per colpa del suo naso che gli sembrava enorme e perciò aveva deciso di far ridurre e rimodellare chirurgicamente. Di tutte le morti e le lesioni stupide, assurde, inaccettabili che possono colpire una persona (e i suoi parenti), quelle per interventi di chirurgia estetica sono senz’altro le più insensate. Al confronto persino l’infarto nel letto di una prostituta, che un tempo sembrava la morte ridicola e imbarazzante per eccellenza assume una dignità da scherno pirandelliano. Perdere la vita mentre ci si fa liposuggere (persino il termine è sgraziato) le cosce, o pompare i seni, non riesce ad assumere nemmeno l’alone di nobiltà congiunturale delle sciagure che caratterizzano un’epoca, come la morte per Aids o per droga o perché ci si mette al volante dopo una serata di sbornie in discoteca. E poi c’è l’estremo sberleffo del destino: una morte simile ci schiaffa sui giornali, sbandierati e raccontati nelle nostre futili debolezze, enfatizzando proprio quello che volevamo dissimulare."

La quantità di cose irritanti in queste poche righe è pari al numero delle parole usate. Sarà perché ho avuto la fortuna di conoscere da vicino dei chirurghi plastici estetici, ed uno in particolare, il Professor Paolo Morselli (Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna) e che oltre a lavorare in ospedale e insegnare all’Università, da vent’anni passa le sue vacanze in giro per il mondo a operare a gratis chi ne ha bisogno, ad esempio bambini nati con la lapiopalatoschisi e condannati a una vita da ‘diversi’, o donne sfigurate con l’acido (terribile pratica di ‘punizione’ assai utilizzata in Bangladesh e altre regioni dell’India), o esiti di ustioni e di tumori, e via elencando – l’associazione si chiama INTERPLAST e sul sito si può seguire la mappa delle missioni e vedere le immagini pre e post-operatorie) sarà perché questo argomento -la modificazione del corpo- mi interessa da moltissimi anni, sia come ricerca in campo artistico (body art) che come fenomeno sociale (che tanto nuovo non è, visto che se si va a ritroso nel tempo e si studiano culture anche lontanissime si scopre che il tentativo di modificare ciò che la Natura ci ha dato è quasi sempre presente) sarà per tutti questi motivi, e anche per altri che ora non occorre aggiungere, che ho trovato queste righe profondamente offensive. Le cose che scrive Camilla Baresani in realtà le ho sentite ripetere decine e decine di volte da persone di ogni genere e le ho sempre trovate moraliste e bigotte, ma anche ignoranti e false, e mi hanno sempre fatto risuonare in testa questa espressione odiosa: mortificazione della carne, come se appunto la bellezza dello spirito dovesse compensare ogni cosa e dare la forza morale di sopportare i difetti più orribili. Se sei brutto puoi –devi– però essere virtuoso. Cosa conta infatti la bellezza del corpo, quando c’è quella dello spirito? Come se convivere con un naso mostruoso, un labbro leporino, un seno asimmetrico svuotato o tuberoso, delle gambe che sembrano budini (o qualsiasi altro particolare del corpo effettivamente sgradevole e che provochi problemi nel rapporto con se stessi e con gli altri) fosse una prova di forza morale, intelligenza e bontà di spirito. Si potrà obiettare che i canoni estetici sono questioni culturali, (certo, come quasi tutto. Anche la Famiglia, la Coppia, la Democrazia…sono questioni culturali….) e variano nel tempo, e nello spazio. Salvo alcune cose, e infatti, un seno cadente o un naso enorme sono considerati brutti dappertutto, anche da Marziale (poeta latino 40 d.c- 104 d.c.), per dire..Ora, lasciamo perdere le veline e le migliaia di ragazzine perfette che per essere più perfette sono convinte di doversi ritoccare la punta del naso o farsi aggiungere 400 cc di silicone (anche se ad essere proprio onesta fino in fondo io non riesco a condannare neppure loro: dal momento che è possibile modificare un corpo umano quasi a piacimento, è la scienza ad  averlo reso possibile, perché mai dovremmo considerarlo moralmente inaccettabile? Perché un impianto all’anca in titanio sì e una protesi al silicone no? Perché una valvola cardiaca in metacrilato sì e uno zigomo rinforzato no? Perché, dirà qualcuno, senza una valvola cardiaca muori e senza uno zigomo squadrato no. E allora? Qual è il discrimine? Una questione morale.) Ci sono persone –e ne ho conosciute molte- talmente condizionate da un difetto fisico –congenito, esito di una malattia o di un incidente, o dello scorrere del tempo– che non riescono a vivere una vita normale, che sentono il bisogno di nascondersi, che tremano quando si guardano allo specchio, perché quel volto o quel corpo non gli corrispondono (pensiamo a un ragazzino che si porta dentro un’anima femmina, o il contrario…). E’ dimostrato da una serie di studi post-operatori: l’anima muta se muta il corpo. Un difetto fisico rimosso, o migliorato, rimuove l’angoscia, migliora il benessere psichico. La discriminante, io credo, è solo che quel difetto sia effettivo, reale, e non una percezione distorta di sé (dismorfofobia) o il tentativo impossibile di raggiungere un modello perfetto. E qui, occorrerebbe parlare della deontologia professionale dei chirurghi estetici, che dovrebbero essere –e molti lo sono- capaci anche di dire ‘no, questo non lo faccio’.

No alla dittatura della bellezza, alla scelta del proprio corpo e della propria identità.

E poi, in ogni caso qualcuno sa dirmi quante sono, queste morti per liposuzione? Di più delle morti per altri interventi chirurgici non estetici, in percentuale? C’è una moria di liposucchiate? No, perché a me non risulta.

PS Le foto sono tratte da www.orlan.net.

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18 commenti on “”

  1. contenebbia ha detto:

    Ma è vero che si ti fai allungare il pippo, poi ti si drizza storto?

  2. quellochemanca ha detto:

    Tre giorni fa l’ha fatto una mia carissima amica…mi ha detto che è anche molto doloroso…mah…scelte…plausibili ma scelte…

  3. ghiaccioblu ha detto:

    carissimo conte, non ho sottomano la casistica, mi informerò al più presto per te. 🙂

    PS comunque era -è- un discorso serio.
    s

  4. lilith70 ha detto:

    “desiderio di ribellione a un potere esterno, a un giudizio etico-estetico che cala dall’alto e da lontano, come una mannaia. Odio del conformismo. E delle trappole dell’identità. Siamo tante cose in una. Siamo uno e siamo centomila”.

    io tra questo post e questo stralcio preso da un tuo post precedente un po’ ci vedo una contraddizione.

    uno del suo corpo può far quel che vuole, sia chiaro, non mi scaglio certo contro la mania della perfezione e tanto meno quando la chirurgia estetica serve davvero – ma davvero, secondo me, serve davvero a pochi. quando la chirurgia estetica, o anche pratiche minime, diventa ossessione – togli le rughe-riempi un labbro – ed è oggettivamente inutile ma solo figlia di un senso di inadeguatezza che nulla ha a che fare col corpo ma con una forma di insicurezza, ecco un po’ m’incazzo perchè mi sembra tutto molto triste e molto squallido.

  5. ghiaccioblu ha detto:

    lilith, i “distinguo” del caso mi pare di averli fatti, nel post. E in ogni caso, io non ci vedo nessuna contraddizione: Orlan si è fatta impiantare due corna ai lati delle tempie…se poi uno vuole seguire i canoni estetici imperanti (dittatura) libero di farlo. io parlo d’altro. parlo di sentirsi bene nella propria pelle. non vedo la differenza tra il farsi la tinta, truccarsi prima di uscire e mettersi le zeppe per sembrare più alti e farsi un iniezione di acido ialuronico per rendere la pelle più liscia. (per inciso: perché spendere 100 euro in una crema antirughe che qualsiasi dermatologo onesto ti descriverà come quasi totalmente inutile invece che fare un’iniezione di vitamine e proteine direttamente nel derma?) è chiaro che qui parliamo di un mondo – il nostro- che queste cose può permettersele. Se però usiamo questo metro: il nostro mondo è TUTTO sbagliato, da qualunque parte lo si guardi, ed è inutile scandalizzarsi per la ricerca della giovinezza e chiudere gli occhi davanti a tutto il resto.
    s

  6. Batsceba ha detto:

    io credo nella liberà e non ho nulla da obbiettare su chi vuole intervenire sul proprio corpo. ma non sopporto questa società che “vende” la bellezza. è una questione di coscienza. e sociale.
    anche il dover avere il seno in un modo e le labbra in quell’altro (ragazzine americane) fa parte di un rituale. mi chiedo se questo rituale che poi diventa economico non sia invece da discutere… è un discorso lungo, che non va liquidato in poche parole. e che non è bianco o nero. certo la stupidità di certi commentatori è al di sopra di ogni possibilità di discussione.
    spero di essere stata chiara. ciao

  7. lilith70 ha detto:

    infatti mica mi scandalizzo. ma il discorso è efettivamente molto più complesso. e per inciso l’articolo della baresani lo trovo anch’io irritante e qualunquista. detto questo: sai benissimo a cosa mi riferisco (a chi?)
    🙂
    bacio

  8. commazero ha detto:

    niente da dire sulla chirurgia plastica ricostruttiva…una mia amica é al S.orsola e fa quello tutti i giorni…
    niente da dire sulla chirurgia estetica e sui desideri che le persone hanno di migliorarsi…
    alla baresani riconosco solo una cosa: ha ragione quando dice che la morte sotto i ferri per rifarsi un naso é una morte che “ci schiaffa sui giornali, sbandierati e raccontati nelle nostre futili debolezze, enfatizzando proprio quello che volevamo dissimulare.”
    E’vero…solo quello…
    Cmq di donne rifatte ne conosco molte (parlo di rifatte vere….coscia, tette, naso, pancia – tagliandi veri e propri)…di donne rifatte e felici poche…c’è sempre qlc che vorrebbero cambiare…
    Mah!!!

  9. commazero ha detto:

    comunque se vogliamo proprio parlare di donne perfette ecco la mia personale e per niente sciovinista visione della donna perfetta….:-)

  10. ghiaccioblu ha detto:

    Per Batsceba e Lilith: grazie dei vostri intervento…in effetti, questo è soltanto un inizio… è un argomento immenso, con moltissime diramazioni e implicazioni: appunto ‘economiche’, oltre che psicologiche, sociali eccetera eccetera…uno dei temi dei quali ho intenzione di occuparmi nei prossimi anni…, nel frattempo, stanotte ho riletto qualche passo di un libro fondamentale: Della seduzione, di Jean Baudrillard…posterò presto qualcosa a riguardo…

    Per Commazero: sono scandalizzata e sommamente triste per quella foto che mi hai mandato. Sei veramente di un’ignoranza ( immagino tu colga l’accezione nella quale sto usando questo termine) esagerata. Ti rispondo con una striscia di DECO che illustra la mia idea di fidanzato perfetto, vai qui:

    http://www.inkspinster.com/ilfidanzato.htm

    baci 🙂
    s.

  11. DevilsTrainers ha detto:

    solo che la fidanzata perfetta non saprebbe che farsene del fidanzato perfetto (scala + apribaratt). due perfezioni che non si incastrano, quindi inutili! che storia triiiste… 🙂

    p.

  12. tullia65 ha detto:

    Anch’io ho qualche amica che ha fatto ritocchi, peraltro inutili – era gia’ carina com’era – e non mi pare sia tanto piu’ felice di come non fosse già (ossia poco). Cos’è la felicità? Mica uno la misura dal numero di persone che lo trovano attraente! E poi, come tu ben sai, bellezza e fascino sono cose distinte. Diverso è avere delle deformità evidenti, degli inestetismi che condizionerebbero chiunque. Allora sì, hai ragione. Uno aggiusta qualcosa e trova la pace. La pace, non la felicità. O la gioia di vivere, che sarebbe meglio. Comunque hai fatto bene ad aprire il discorso in modo intelligente. La foto della donna che ti hanno mandato è orribile. Quella poi è un’altra cosa, è la bruttezza di dentro, e lì c’è un po’ di cose da fare…

  13. commazero ha detto:

    Gentile signorina apprendo dal suo commento che non ha capito una beata fava ma non lo ritiene indispensabile per commentare un argomento sulle cui implicazioni sociali e psicologiche chi se ne intende (io ci lavoro tutti i giorni con questi) parla di “nuova babilonia”…

    Viviamo in un contesto sociale che negli ultimi 25 anni ha portato nelle menti concetti deformanti di parole semplici quali bellezza, cultura, accettazione, umanità…Ad oggi lo status di chi cerca di vivere “al passo dei tempi” è tipico del disagiato, un terremotato cerebrale…la modifica del corpo con lo strumento operatorio non è di per sé esecrabile: la chirurgia plastica ricostruttiva è una benedizione ma quando si parla di estetica non accetto lezioni da nessuno…

    Alla base della volontà di migliorarsi c’è l’ambiente che oggi, nel cd. PRIMO MONDO, fa della bellezza l’indispensabile componente per avere serenità e successo nella vita.
    Ci sono tantissime persone come la sua amica che, pur essendo carine “com’era“ sono rimaste incastrate nell’ottica narcisistica del nuovo millennio decidendosi di fare un’operazione sulla cui dinamica c’è un percorso dietro sempre doloroso, per chiunque. Perché mi creda, anche raddrizzare il naso pretende la capacità (dopo) di accettarsi con il naso nuovo.

    Chi le scrive non contesta certo la chirurgia estetica: ho vicino persone con il silicone nelle tette o senza le montagne russe che avevano nel naso…sono persone che non hanno cambiato le loro aspirazioni o la loro personalità…quando invece rivedo altre persone a distanza di tempo che per una misura in più nel reggiseno hanno cambiato atteggiamento, personalità, o quelle col labbro appena gonfiato che ti bevono un caffè cercando di essere sensuali, beh, allora signorina io vorrei cinque minuti di fermo immagine per prendere a calci nel culo l’ignoranza al potere….me ne bastano solo cinque…

    Chi le scrive non è quello che viene comunemente definito un figodellamadonna: ho il naso pieno di ossicini frantumati, ho le ginocchia con protesi che sostituiscono i legamenti naturali, ho pezzi di pelle del culo che coprono un foro di entrata nel petto ed uno di uscita sotto la clavicola di un ninnolo portante calibro settevirgolasessantadue (su google immagini potrà trovare l’oggettino) e altre amenità su cui tralascio la descrizione….

    Nel caso di specie Simona SBAGLIA MACROSCOPICAMENTE. Dove? Nel suo essere assoluta quando dice “senza una valvola cardiaca muori e senza uno zigomo squadrato no. E allora? Qual è il discrimine? Una questione morale.”

    Ebbene si. C’è una questione morale che non si può definire con disprezzo ma affrontare prima di buttare al cesso. E’ l’esigenza che dobbiamo tenere presente tutti se vogliamo almeno rallentare la DECADENZA che ciclicamente distrugge le civiltà….con l’atteggiamento preso in sto post da Simona (che ritengo essere una donna intelligente come poche da me incontrate nella mia vita) stiamo accettando concetti come “guerra giusta”, come “economia globale”, come “prodotto interno lordo”, come “successo televisivo”, come “artista tv”…

    Quanto alla foto le comunico che trattasi di fotomontaggio noto e conosciuto da anni in quanto allegato nella email burlone…ecco, cominciamo a riderci su che è meglio!!! Voleva solo dire quello….
    Saluti.
    Commazero

  14. commazero ha detto:

    ovviamente il commento é al commento della signorina tullia65

  15. tullia65 ha detto:

    Grazie per il ‘signorina’ e mi dico d’accordo con tutto quello che ha scritto. Pero’ la foto era orribile, una donna ci si sente uno schifo, se la guarda. Grazie comunque per la sua risposta, attenta ed incisiva. E, comunque sia…speriamo bene.

  16. ghiaccioblu ha detto:

    DevilsTrainers: temo che la perfezione sia sempre inutile. mi fa pensare all’entropia. le cose imperfette si muovono. quelle perfette, si spengono. cazzo, lavoriamo all’imperfezione!

    tullia65: Commazero scherzava, non a caso, si è innamorato di una donna intelligentissima – anche bellissima, ma con una testa che pesa tonnellate…- forse ogni tanto sogna di riposarsi… :-))
    grazie per essere passata.

    s.

  17. commazero ha detto:

    @ghiaccioblu
    🙂 chapeau!

  18. DevilsTrainers ha detto:

    cazzo, va bene! sfondi un portone spalancato!


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