NOTE SULLA SCRITTURA
retroblogSabato 14 aprile 2007
Teatro Comunale Busnelli – Dueville, Vicenza
 ore 20.45
STANZA 411
DI SIMONA VINCI
compagnia Korekané
con Chiara Cicognani
regia di Alberto Guiducci

Note sulla scrittura
H 18 Incontro Simona Vinci e Korekané
 Biblioteca Comunale via Rossi, Dueville VI

Ente organizzatore: Dedalofurioso
Infoline: 0444/361236

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11 commenti on “”

  1. massitutor ha detto:

    Complimenti!…anche se prima dovrei vederlo… mi incuriosisce. Facci sapere com’è andata.

  2. commazero ha detto:

    grande simo….ocio al ristorante…i vicentini i xe magnagati….veronesi tuti mati, padovani gran dotori…. venexiani gran signori….:-)

  3. ilgiovaneHolden ha detto:

    pag 25: è questo il momento più terrificante di ogni incontro d’amore. Che duri una sola notte oppure anni, l’inizio è sempre spaventoso.

  4. stella2682 ha detto:

    chissà se arriverà fino a Milano.

  5. utente anonimo ha detto:

    se domani ti rimane del tempo puoi portare il tuo saluto solidale alle donne del presidio permanente contro la base americana al Dal Molin a Caldogno, che dista circa 10 min. d’auto dal teatro.
    Ti lascio anche una piccola filastrocca per un magnagati dissidente:

    Caro Trevisan,
    anche se c’erano già
    la tua Vicenza non ci sta
    e la base non si fa
    anche se non sei di destra
    io non son Silvia Ballestra!
    NO AL DAL MOLIN!!! (3 v.)

    Se lo vedi ricordagli che la parte corretta della strada per i pedoni è sempre stata la sinistra.Da Vicenza alla caduta del governo Prodi Bis (ancora pochi passi).Ciao

    Roberto Baggio

  6. ghiaccioblu ha detto:

    sarà fatto, compagno Baggio.

  7. tullia65 ha detto:

    L’ho letto prima della scorsa estate, mi ricordava la Duras, che ho molto amato, e l’ho trovato ‘doloroso’, da sottolineare qui e lì, come si fa con le cose che conosci, che t’hanno fatto un po’ male. “Noi siamo l’errore”, hai scritto in un brano. Sai – e lo sai – se sottolinei, ricopi, rileggi, il libro è un libro. Dunque – e lo sai – brava.

  8. cf25302015 ha detto:

    ho letto quel pomeriggio, sul giornale, casualmente, dell’incontro.
    Erano le 4 e alle sei ero lì ad ascoltare/parlare.
    Avevo comperato il tuo libro l’anno scorso, per regalarlo. Poi è andata in un altro modo e allora me lo sono dedicato, in matita: marzo 2006.
    Ho fatto domande ma ne avrei volute fare di più.
    Alla sera sono tornata, nonostante…
    teatro, dunque, ma non gridato anche se le parole erano ferme, lì, sotto la luce delle candele, dietro la tenda, di spalle, di fronte, sopra le immagini di un film.
    Presenze/assenze/coincidenze
    è stata una buona giornata.
    :))
    laura
    (i due libri che l’attrice legge mentre si trova nella camera d’albergo sono “Stanza 411” e “L’amore molesto”?)

  9. ghiaccioblu ha detto:

    Tullia65: “Il libro è un libro”. Intendi dire che la vita è un’altra cosa? Forse. Forse no. Ieri a pranzo con un mio carissimo amico – professore universitario e poeta- parlavamùo giusto di questo: di spreco, sperpero. Per chi scrive la vita è la scrittura. Tutto implode lì. La vita, l’altra vita, viene sempre dopo. Se scegli la vita, forse la scrittura ti abbandona. Io vivo in questo dilemma. Sì, IO sono l’errore.

    CF (laura): ti scrivo appena posso in privato. Sono felice di averti conosciuta. E grazie, per il tuo sguardo, e per essere venuta. Sì, i libri sono quelli. Ma è casuale. C’erano quelli, nella stanza, solo dopo ci siamo accorti che L’amore molesto ci stava benissimo. a presto.
    s.

  10. cf25302015 ha detto:

    in effetti stava molto bene.
    L’avevo riconosciuto dalla copertina, quel vestito rosso, che ho visto di sfuggita e, poi(vedi le coincidenze?), l’avevo appena letto.
    ciao
    laura

  11. tullia65 ha detto:

    Volevo solo dire che se un libro ti appartiene, e lo sottolinei, e ti ci riconosci, allora è un libro. Ed è valsa la pena incontrarlo, leggerlo. Il tuo mi è piaciuto e l’ho regalato. Lo avrà letto la persona a cui l’ho donato? Avrà provato lo stesso sgomento, la stessa sensazione di essersi riconosciuto? Chissà…
    Quello che dici sulla scrittura mi fa venire in mente Henry James: gente così è determinata dalla scrittura. Se non scrive, non è niente. Come dici di essere tu.
    Comunque, il mio era un ‘brava’. Aspetto tutto il resto che verrà. Ciao.


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