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L’Operosa* accumula. Libri. Suggestioni. Articoli di quotidiani e riviste. Cataloghi. Mappe. Depliant di spettacoli a venire. Segna sull’agenda film, concerti, cose da vedere, cose da fare. Scarabocchia sul taccuino nomi, numeri di telefono, indirizzi, appunti, cuoricini, conta le gocce di pioggia, le nuvole che passano in cielo. Non si pente del tempo perduto, perché il tempo non è da perdere né da guadagnare. Ascolta musica da surfisti, sorride piombando nel sonno, vaga intontita sul sito dell’Ansa e dei maggiori quotidiani internazionali, pensando che in fondo il mondo non crollerà solo perché lei è un po’ distratta.

Giusto una tregua, ché l’essere è più del dire.

Metti in versi la vita, trascrivi
fedelmente, senza tacere
particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

Ma non dimenticare che vedere non è sapere, né potere, bensì ridicolo
un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano
complicità di visceri, saettano occhiate
d’accordi. E gli astanti s’affacciano

al limbo delle intermedie balaustre:
appaludono, compiangono entrambi i sensi
del sublime- l’infame, l’illustre.

Inoltre metti in versi che morire
è possibile a tutti più che nascere
e in ogni caso l’essere è più del dire.

Giovanni Giudici, La vita in versi

Oggi, l’Operosa ha scritto questo verso di Derek Walcott con un pennarello verde e l’ha ripassato con una biro nera – la superficie era appena umida, profumata e dolce- : To change your language you must change your life. Per cambiar lingua devi cambiar vita. E mentre tracciava una lettera dopo l’altra, ha capito perché quelle parole fossero arrivate -da lontano, sempre sottolineate e ripetute e mai comprese, fino ad oggi-.

* L’Operosa c’est moi.

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14 commenti on “”

  1. lilith70 ha detto:

    ti voglio bene :-).
    mi hai strappato un sorriso felice.

  2. Achille81 ha detto:

    E forse anche per cambiare “la” vita devi cambiare la lingua….
    buon lavoro…

  3. PietroFratta ha detto:

    L’Operosa sembra molto meno stanca di tante atre persone.
    O forse sa che c’è un senso anche in un po’ di stanchezza o indolenza; o in un’attesa.

    Giornata serena,
    Pietro

  4. ghiaccioblu ha detto:

    Lilith, happy that you’re happy that I’m happy… 😉

    Si, Achille81, le due cose stanno in connessione reciproca…

    Pietro, lo so, tutti mi dicono che ho un sacco di energia, ma a me sembra sempre di non far niente…anche quando scrivo venti pagine di seguito mi sembra di non aver fatto niente…la scrittura è un mestiere al tempo stesso faticoso e inconsistente…il mondo può a fare a meno di un libro, meno di una pagnotta…a questo proposito mi viene in mente un libriccino di Amos Oz nel quale racconta dei suoi tempi al Kibbutz: mi è stato utile per cambiare un po’ prospettiva…posterò qualcosa presto, a riguardo… giornata serena anche a te.

    s.

  5. PietroFratta ha detto:

    E’ quella inconsistenza che a volte incide nelle persone. Magari piano nel tempo. Così che porta addirittura a porsi e fare delle scelte. Tipo scrivere a sua volta; o fare della parola un mestiere. E conoscere altre persone, altri pensieri.

    Così come sa essere più un piacere – o una lieta e piccola compagnia durante il giorno – scambiare parole.

    Pietro

  6. commazero ha detto:

    @simo
    “la scrittura è un mestiere al tempo stesso faticoso e inconsistente…il mondo può a fare a meno di un libro, meno di una pagnotta”
    Ho letto il tuo blog da mesi…a volte concordando a volte meno….altre volte rimanendo con la bocca aperta come davanti a qlc che non conosci…la frase che hai scritto e che io ho riportato all’inizio mi trova entusiasta nel potere dire con il petto ben in fuori….ehi, la simo é una mia amica!
    Il prossimo tuo libro sarà molto importante per te, ne sono certo…

  7. DevilsTrainers ha detto:

    (pare un petto algerino…)

  8. utente anonimo ha detto:

    Gentile Devils, le mie preferenze per la carta sulla quale vergare deliri poetici sono note a tutti: niente carta di riso giapponese, meglio il foglio di papiro egiziano, possibilmente ben teso. 😉

    S.

  9. ghiaccioblu ha detto:

    uffa, l’utente anonimo sono io.
    in ritardo. su tutto.
    adieu.
    s.

  10. DevilsTrainers ha detto:

    lei ha le idee chiare, gentilissima S.
    e a giudicare dalla foto parrebbe anche piuttosto fortunata, per quel che riguarda i papiri su cui vergare (o incidere?).

  11. utente anonimo ha detto:

    fortunata? miracolata, oserei dire. (per quanto il papiro dovrebbe anch’egli ritenersi fortunato di venir vergato (inciso) da una simile mano. ossequi.

  12. lilith70 ha detto:

    ho un vago sospetto su chi sia quel ‘papiro’…

  13. ghiaccioblu ha detto:

    e farsi i ***** propri, mai, eh?


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