"Ora è una settimana che il piccolo, ogni volta che ti vede piangere…mima la scena del bombardamento e racconta: La bomba era troppo forte. Ha zittito tutto. I carri armati hanno tolto la voce a tutti e se ne sono andati. "
Atiq Rahimi, Terra e cenere
Sui quotidiani si parla solo dell’"italiano sequestrato". Intanto, però.
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17 commenti on “”

  1. DevilsTrainers ha detto:

    esatto, intanto.

    intanto anche questo, in un silenzio assordante, da alcuni anni:
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200703articoli/19138girata.asp

  2. trentanni ha detto:

    secondo un antico adagio ogni giornalista trascorre metà del tempo a inventare notizie false, e l’altra metà a nascondere quelle vere.

  3. utente anonimo ha detto:

    Sono capitato qui. E allora ne approfitto per farti i complimenti. Per la tua scrittura, e per tutto quanto. Grazie.

    Un tuo lettore…

  4. Padone ha detto:

    Povero povero itagliano sequestrato, povero.

  5. ghiaccioblu ha detto:

    peter, non riesco a vederlo quel collegamento, c’è qualcosa che non funziona…

    per 30: i giornalisti che conosco io passano il tempo in ufficio a compulsare le agenzie. gli articoli che scrivono spesso sono un taglia-incolla-ricuci. non credo si pongano manco il problema di occultare chissà che o inventare chissà cos’altro. sperano solo che nessuno li mandi in giro come inviati che a meno che uno non sia Rampini (che scrive che gli pare e viaggia da papa) è solo una gran rottura.

    grazie al lettore anonimo, anche se a me sembra proprio di non fare niente di utile, o di speciale, e passo il tempo a dolermene.

  6. utente anonimo ha detto:

    simona: parte del lavoro del giornalista è anche quello e il giornale non uscirebbe senza qualcuno che sta alla scrivania e lo ‘mette assieme’. Alle volte può anche essere un lavoro tremendamente complicato, alle volte no. Purtroppo gli organici sono ridotti, gli inviati pochi, le notizie si cercano sempre meno in prima persona per motivi strutturali, è una tendenza generale di tutti i quotidiani. Ma ti garantisco che ci sono molti giornalisti che sognano ogni giorno di essere mandati a vedere-capire-raccontare qualcosa in prima persona. Magari in un paese lontano, per quanto mi riguarda. Si può tentare la strada di fare i freelance ma, specie in Italia, non è facile e molto rischiosa.
    Il cosiddetto ‘desk’, la scrivania, è per molti una dura realtà con la quale ci si deve confrontare e alla fine si deve anche accettare, non una situazione comoda…

    pat

  7. DevilsTrainers ha detto:

    pat, non la stai raccontando tutta.
    sai bene che i giornali sono diventati strumenti politici, al servizio del potere. e il potere non vuole informazione, ma intrattenimento.
    e sai bene che rischiare, ogni tanto, si dovrebbe fare. senza pensare alle conseguenze.

    la faccio facile?

    p.

  8. ghiaccioblu ha detto:

    pat, forse ho esagerato, certo, però molti di quelli che conosco DAVVERO la pensano così. la scrivania spesso oltre che una dura realtà, è una dura conquista: quando ci hai messo il culo sopra, ce lo vuoi lasciare. c’è da dire che anche quando partono, gli inviati molto spesso pensano che tre giorni – o una settimana-bastino per capire un paese. ( anche qui esagero, non te la prendere…ho avuto qualche diverbio con un paio di giornalisti, ultimamente…)

    peter: non mi litigate qui. 🙂

    Aiutatemi: Che dite, sotto le immagini della SP3 – sto preparando un dvd per la tesi- meglio la musica di John Surman o quella di Tricky? Volevo gli Unknown Prophets, ma non posso usare il file.

    a presto. se non muoio oggi sotto la mole di jpg.

  9. utente anonimo ha detto:

    peter: credo andremmo fuori tema, e non sarebbe nemmeno carino discutere qua. ma sono in totale disaccordo. e poi quando mai i giornali non sono stati strumenti politici? ne parliamo poi di persona, si va fuori tema.

    simona: so bene come funziona. ma credimi è una parte, e ce ne sono altrettanti che vedono la scrivania come una condanna. purtroppo gli inviati sono pochissimi. costano alle aziende. e rendono poco, soprattutto quelli all’estero. perché i giornali italiani parlano sempre meno di quello che succede fuori dal nostro paese. Ormai la sfera di attenzione si riduce sempre più, è sempre più locale. cronaca, cronaca, politica, politica. Pensano che gli esteri non vendano. Gli esteri si fanno solo quando siamo in qualche paese con i nostri soldati o rapiscono qualcuno dei nostri. tutto il resto del mondo è un buco nero o quasi.
    Se Ryszard Kapuscinski fosse vivo e avesse vent’anni oggi rischierebbe di finire dietro una scrivania pure lui.

    p

    p.s. Forse no, forse Kapuscinksi no.

  10. commazero ha detto:

    mi hai fatto venire in mente brandford marsalis, che con il tuo marsalis non c’entra una mazza, ma al quale sentii suonare un pezzo (mo’ better blues) che voglio recuperare….
    sicuramente lo conoscerai anche tu…
    dasvidania

  11. commazero ha detto:

    ho sbagliato pure il post….ma hai capito che mi riferivo ecc…ecc….

  12. lilith70 ha detto:

    Io voto per surman (magari non tutto il video,ma qualcosa di lui perchè no. la sento molto la sua musica sulle tue immagini- certo non conosco l’esatto percorso, però…

  13. ghiaccioblu ha detto:

    brandford e wynton sono fratelli. B e più giovane e suona il sax, W. più vecchio e suona la tromba. w. ha suonato con i Jazz Messengers di Art Blakey (credo anche B, per un po’) e questo per quanto mi riguarda è un lasciapassare per l’eternità. nei J.M. alla tromba prima di lui ci sono stati Freddie Hubbard, CLIFFORD BROWN, e Lee Morgan. (dio, clifford….). Signori, io sono un’enciclopedia del jazz, lo giuro, non ho quasi mai bisogno di controllare… 🙂

  14. PaulTemplar ha detto:

    Ottimo,davvero.
    Paul

  15. ghiaccioblu ha detto:

    ci ho messo Surman, ma perché costretta dagli eventi. volevo gli unknown prophets. sono molto scontenta.

  16. ghiaccioblu ha detto:

    pat, sarebbe un discorso lungo e appassionante. magari non a botte di commenti qui. ma ci torniamo. è troppo importante.


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