"Volevamo delle braccia e invece sono arrivate delle persone."

Max Frisch

"La qualità morale di una società si può riconoscere dal modo in cui agisce con gli stranieri. "
Georg Simmel

Oggi, su Repubblica Bologna:

UNA LETTERA aperta al sindaco Cofferati che vuol chiedere i danni agli organizzatori del corteo anti-Cpt di sabato scorso. A scriverla, in forma d´appello alla città, un gruppo di scrittori bolognesi che offrono il loro tempo, a costo zero, per riparare le buche fatte dai no global in via Mattei col martello pneumatico, dove sono stati collocati i cartelli con le scritte «Attenzione, qui c´è un lager». In cambio del loro lavoro, i sei firmatari, Daniele Barbieri, Fabiola Ledda, Alberto Masala, Simona Vinci, Leonardo Tancredi e Marco Trotta, chiedono una riflessione sulla condizione degli immigrati nel nostro Paese e la possibilità di collocare un "monumento al dolore" nei pressi del "lager" di via Mattei. «Non siamo particolarmente turbati dalla buca in via Mattei (a Bologna ce ne sono un bel po´) o dai lievi fastidi che qualche automobilista potrebbe ricavarne… (ben più gravi i danni che le auto ogni giorno fanno agli umani). Nostra intenzione è evitare che alcuni di coloro che hanno manifestato contro i Cpt siano costretti a pagare una multa o peggio a subire un processo. Ci sono già a Bologna denunce per chi ha "smontato" un Cpt e orgogliosamente (lo striscione era in testa al corteo) dichiara "lo rifarei". Noi firmatari non abbiamo partecipato materialmente a quel tentativo di "smontaggio" ma siamo pienamente dalla parte di chi – a viso aperto – lo fece: fa parte di una prassi non violenta (avrà signor sindaco sentito parlare di Gandhi, Capitini, Dolci, King) che è "antica come le montagne" disobbedire a leggi che si ritengono moralmente inaccettabili». Da qui la disponibilità a mettersi al lavoro «praticamente da subito e anzi a trovare altri volontari per aggiustare quelle buche. Ci permettiamo solo di chiedere (a lei o forse a qualche assessore che ne ha la competenza) che in cambio di questo lavoro gratuito sia concesso a uno scultore – che noi ci impegniamo a trovare, se lei ci incoraggia – di realizzare gratuitamente nei pressi del Cpt o in altro luogo di Bologna un piccolo monumento – potrebbe persino bastare una lacrima – al dolore di chi migra. Sotto il monumento certo occorre trovare una frase adatta: lei che ne direbbe dei versi scritti da Emma Lazarus sotto la statua della libertà a New York? Oppure delle 6 paroline – ricorda? – che lo scrittore svizzero Max Frisch volle regalare a tutti noi, proprio quando nel suo Paese una indecente gazzarra razzista si scatenava contro gli emigrati in generale e gli italiani in particolare? Attendiamo una sua risposta. Ove non arrivasse ci presenteremo nei prossimi giorni con cazzuola e carriola alla segreteria del suo ufficio per chiedere appuntamento e prendere accordi. Se la sua vecchia professione di sindacalista fosse "turbata" dall´idea di consentirci un lavoro gratuito, ci permettiamo di ricordarle "gli scioperi a rovescia" che nel dopoguerra la Cgil di Di Vittorio – ricorda? – mise in atto».
 

Qualche amico che ha deciso di non firmare (mentre molti altri non hanno firmato solo perché è stata un’iniziativa tempestiva e la mail con la richiesta di adesione è stata letta in ritardo) mi ha detto che non ha apprezzato i toni ‘aggressivi’, e che si tratta solo (solo?) di un gesto simbolico e che in certi frangenti bisogna essere più tattici e lungimiranti.

Io amo la poesia. Mi piacciono le provocazioni. Se a qualcuno avanza una cazzuola può unirsi a noi.

I versi di Emma Lazarus, qui.

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2 commenti on “”

  1. AmazzoneGwenII ha detto:

    Un inchino a tali gentiluomini; se fossi manualmente abile m’unirei a voi, ma son migliore con le parole, anche se, a dire il vero, nemeno con quelle potrei esser degna di coprire col mio manto il sentiero di qualunque altro. Ma vi sono vicina.

  2. utente anonimo ha detto:

    -come vi chiamate? – karl marx. – passate pure…


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