giardinimLunga passeggiata e colazione ai Giardini Margherita. Sole oggi, cielo quasi limpido. Anziani e badanti ucraine, passeggini e tate filippine, cani  di tutte le razze e dog-sitter straniere/i. La bambina con il piumino e la cuffietta rosa nel passeggino ha i capelli biondissimi e gli occhi azzurri, mangia una pasta alla crema. –Mamma, mi puoi dare della carta, per favore?- Mi volto a guardarla. Avrà tre anni, parla come un adulto. La mamma è al bancone, non l’ha sentita. Le porgo un tovagliolo e lei lo prende compita. Poi la mamma arriva, ma non può essere la mamma, è filippina. La signora anziana con la sciarpa rossa e il rossetto lucido sulle labbra grinzose chiacchiera con la figlia, su una panchina. Le racconta la trama di un film. La ragazza ride. – Ma lui cosa le dice, allora?- Non può essere sua figlia, la pronuncia è evidentemente dell’est Europa. La ragazza filippina gioca con una bimba, corrono, ridono, urlano, sudano, saltano su e giù da scivoli, giostre, cavallucci. Per la prima volta, mi viene da pensare che è vero, vengono da noi e prendono il peggio, fanno lavori faticosi, spesso non in regola, lontani dalle persone che amano, però, forse si prendono anche il meglio: mentre noi (no, non io, io ho scelto un margine di rischio, non ho nessuna ambizione, accetto quello che capita e fino ad ora ho avuto fortuna) lavoriamo negli uffici, in giacca e cravatta o tailleurino da sciura e  tacchi a spillo (no, non io, anfibi fino a settant’anni), mentre bestemmiamo in tangenziale per le code di ore che si ingoiano le giornate, respiriamo gas di scarico e corriamo da un appuntamento all’altro, mangiando un panino di corsa e bevendo caffé ristretti che puzzano di bruciato, loro si fanno raccontare le storie dai nostri anziani che noi troviamo così noiosi petulanti e palle al piede, giocano con i nostri cani e i nostri bambini che noi (no, non io, non ho né cani né bambini) non sappiamo far altro che piazzare dentro le cucce – e zitti!- o davanti ai dvd dei cartoni – e zitti!- ché cani e bambini fanno troppo rumore e troppe corse e noi la sera siamo stanchi e vogliamo solo guardare la tv finché non crolliamo addormentati. Mi è venuto da pensare che loro si guadagnano da vivere con la vita, mentre noi corriamo dietro ad astrazioni che spesso somigliano alla morte.

   
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5 commenti on “”

  1. fuoridaidenti ha detto:

    In parte è vero. Minima, però, ché la vita di questi è fatta, sostanzialmente, di protesi e letti pisciati di vecchi

  2. Stanton ha detto:

    E’ una visione molto poetica che in parte condivido; ma a me viene anche da pensare che per accudire i figli degli altri lasciano i loro piccoli al nido; e i vecchi della loro famiglia, magari, non faranno neanche in tempo a vederli per l’ultima volta.

  3. Diariodilu ha detto:

    camminare sui tacchi a spillo è una forma di ascesi.

  4. DevilsTrainers ha detto:

    certo, anche il cilicio…

  5. quellochemanca ha detto:

    Astrazioni….vite…che pensiamo di vivere ma che non facciamo che ”morire” ad ogni istante…per poi guardare dietro di noi e non vedere nulla di noi…nulla che ci appartenga…accorgersi che quella figura che ci cammina accanto…leggermente piu’ avanti…non è che che la proiezione di noi stessi…siamo noi che ci guardiamo vivere…( Grazie per essere passata da me….sono lusingato….Stanza 411 è il libro che regalo se devo fare un pensiero a qualcuno in questo periodo…)


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