NOSTALGIA

Impianto 1.notteE’ stato guardando la fotografia di un impianto siderurgico di notte che ho pensato: tra questa immagine e l’immagine di un bosco – magari una radura infuocata della luce di un sole che scivola verso l’orizzonte- qual è quella che ti commuove di più? Non c’è niente di più bello di questo ammasso di tubi, ferro, vetro, luci, gas velenosi e fumi inquinanti, mi sono risposta d’impulso. E ancora, ripensando alle infinite volte che ho guidato – o fatto guidare qualcuno- in autostrada fino a Ferrara per andare a guardare il ‘Mostro’ – il Polo Chimico–  qualcosa è smottato dentro. Come se quelle immagini avessero a che fare anche con l’amore, oltre che con la solita indignazione che riempie le mie giornate da tre anni a questa parte. Amore, nostalgia: quel paesaggio è la nostalgia di un’umanità perduta. Di un mondo di uomini e donne, ormai fantasmi, che in quei luoghi hanno passato le giornate, contratto malattie, lottato per condizioni di lavoro migliori intanto che la vita continuava – passava, finiva- e continuavano i figli, le vacanze, le stagioni. Ancora nostalgia: quel paesaggio, pur costruito dagli uomini, non ha più niente di umano, è l’emblema di una fiducia illimitata nelle proprie forze, è un delirio di onnipotenza. E’ la statua di Prometeo con la fiaccola in mano a Pripyat, Chernobyl, davanti alla Centrale Nucleare. E’ l’immagine straziante della Nostra fragilità.

Molto più commovente della facciata di qualsiasi Chiesa, per me. 

deserto rosso B:N                                                        un fotogramma di Deserto Rosso, Michelangelo Antonioni

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3 commenti on “”

  1. lilith70 ha detto:

    ti ricordi quando siamo arrivati a grottaglie per il reading? la prima cosa che ci si è parata davanti è stata quell’immensa raffineria. era notte. e lei brillava come un’astronave atterrata nel deserto.

  2. ghiaccioblu ha detto:

    certo che me lo ricordo: un elegantissimo agriturismo affacciato da una parte su una distesa d’acqua morta ( coltivazioni di cozze?) e dall’altra su una delle areee industriali più grandi d’Italia. Eravamo avvolti da fumi tossici, odore dolciastro, mortifero. Ora che mi ci fai pensare, devo aver scritto un pezzo per Atlantis, a riguardo, se lo trovo, lo posto. S.


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