SCRIVERE

"Malgrado tutti gli sforzi compiuti per elevare la scrittura a immagine di Dio, a traduzione del Cosmo, e per divinizzarla, essa appariva come un sostituto degradato della parola; la sua storia non risale al di là dei 6.000 anni e i grandi maestri – Socrate, Buddha, Gesù Cristo- non hanno lasciato scritti. Essa rappresenta simbolicamente una perdita di presenza: la scrittura arriva quando la parola si ritira; è il tentativo di incapsulare lo spirito e l’ispirazione: sempre e comunque è simbolo della parola assente. Il fondatore della linguistica moderna, De Saussure, ha ben distinto: "linguaggio e scrittura sono due sistemi di segni distinti: l’unica ragion d’essere del secondo è di rappresentare il primo." La scrittura materializza la rivelazione, spezza il legame umano e lo sostituisce con un universo di segni, ma, per riattivare la rivelazione, occorre una presenza parlante. (…) Jean Lacroix riassume bene il valore simbolico della scrittura in opposizione al linguaggio: "uno sforzo di secondo grado e pericoloso per riappropriarsi simbolicamente della presenza".

Chevalier, Gheerbrant, Dizionario dei simboli

Si comincia sempre da una mancanza, da un’assenza.


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2 commenti on “”

  1. utente anonimo ha detto:

    auguri per il blog, ma – se posso darti un consiglio – usa per i caratteri un colore più forte, con questo si fatica a leggere. ciao

  2. utente anonimo ha detto:

    perchè L’analfabeta?
    luciano laremi (l.l.)


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