Periferia totale

 (…)
 La pioggia riga i vetri e nel silenzio che si è fatto si sente forte il raschiare dei tergicristalli sul parabrezza. Come fantasmi deformi i palazzi anonimi, sfaldati dall’incuria, devastati da un naturale desiderio di suicidio, si confondono nella melma di buio che le poche luci o i tagli dei fari non riescono a dissipare. Dove possiamo evadere? C’è una direzione in questo lugubre Asse Mediano che ci porti fuori dalla Periferia totale? In realtà questa è la periferia di nessun centro, una alopecia urbanistica che cresce a chiazze, l’apparizione sotto forma di calcestruzzo e mattoni forati di un’oscenità etica. Cosa può fare l’arte o la letteratura di questo, è molto dubbio: è il suo materiale, ma è un materiale che sarebbe ingiusto e vile trasformare in arte, in poesia, in bellezza. Vorrebbe dire redimerlo, e questo atto renderebbe impossibile per sempre il solo gesto forse sensato: dire e far vedere fino a che punto è arrivato qui il disumano. (…)

Giuseppe Montesano, Napoli. Periferia Totale in PERIFERIE, a cura di Stefania Scateni, Laterza

Il libro prova a raccontare sei periferie: Milano, Napoli, Bologna, Roma, Torino e Bari. E’ quasi tutto interessante. Ma il capitolo di Giuseppe Montesano dedicato a Napoli vale il resto. (Insieme ai quadri di Andrea Chiesi che accompagnano il capitolo su Bologna.)

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